Italia Sveglia! 🇮🇹

Siamo in mano a un governo di irresponsabili. Non avete la minima cognizione di dove andare a sbattere. Siamo passati dal “baciate in bocca un cinese” a “non datevi la mano nemmeno tra marito e moglie”.
Navigate a vista nel deserto dei morti viventi.
Italia Sveglia!
Siamo un Paese che ha perso ogni iniziativa. Ogni intraprendenza. Ogni rischio. Ogni successo. Ogni spinta o slancio verso l’alto. In meno di dieci giorni siete stati in grado di ridurre l’Italia uno spettro. Di abbattere le eccellenze. Di demolire l’economia. Di radere al suolo i prodotti.
Un tronco che galleggia. Uno zoppico che arranca.
Con il rischio che quando ci sia veramente da prendere misure non veniate nemmeno presi sul serio.
Sono mancati il rigore, direttive uniche.
In dieci giorni siete passati dal dire “moriremo tutti”, ad “andate pure a bere l’aperitivo in riva al mare! Festa per tutti. Ammassatevi come porci”.
Siamo una barzelletta.
Avete cambiato idea trecento volte. Perfino Giorgio Palù, scienziato di fama internazionale, direttore del centro di Microbiologia e Virologia dell’Università degli Studi di Padova, vi ha ripreso.
Conte che va contro un ospedale lombardo. Il ministro degli Esteri che va in Cina e la Cina ci mette in quarantena. La Cina! Da dove è partito il virus.
Tutti che sanno tutto. Tutti che devono dire la loro. Tutti che compaiono nelle trasmissioni per fare vedere il fifì nuovo.
Avete appiccicato un colore anche al virus. L’avete rivestito di razzismo quando razzismo non era. Siete così talmente fissati sul razzismo che vi siete bevuti il cervello. Avete scherzato con la salute degli italiani.
E uno dice una cosa. E uno ne dice un’altra. La sagra della soppressa. Vince chi sale per primo il palo della cuccagna.
Nemmeno l’altro ieri il Governo era d’accordo sulla chiusura delle scuole. In due minuti siete stati in grado di comunicare tutto il contrario di tutto. Prima Azzolina ha detto no. Poi il Comitato che ha detto sì non so. Fate voi. Poi Azzolina che non si sapeva. Poi il Comitato che non era d’accordo. Ma chi se ne frega. Avete chiuso le chiese. Tutto. Solo i centri massaggi e i centri commerciali e le sale del bingo sono rimasti aperti.
Domenica scorsa, quando ancora non si sapeva se le scuole sarebbero rimaste chiuse anche questa settimana, le circolari agli insegnanti sono arrivate, in alcune scuole, oltre la mezzanotte per capire se dovevano sì o no andare in classe.
Ma perché per una volta non riuscite a essere chiari?
Non é in grado di parlare una persona e di dire le cose come stanno. Parlano tutti. Sui social. Su Facebook. Litigano politicamente anche sul virus. Tutti che indagano numeri. Tutti che condividono le teorie più astruse dell’universo.
Perfino gli alieni.
Non riuscite nemmeno a mettervi d’accordo sull’età degli anziani. Li mandate in pensione a 67 anni, poi a 65 uno è vecchio. È a rischio.
Tutti Nostradamus. Le profezie. I presagi. Le leggende. Tutti allenatori. Andate perfino contro i medici.
Non riusciamo ad avere un minimo di controllo. Di equilibrio. Di rigore. A mantenere la barra dritta.
Dobbiamo sempre finire sulla bocca di tutti. Nel tempo che avete spinto la gente a svuotare i supermercati, il giorno dopo volevate riempire le piazze.
Come se il virus stesse lì a giocare a mosca cieca. A nascondino. A strega comanda colore.
Ho visto gente avere paura di niente. E gente avere paura di tutto.
Chiusi nelle misere vite quotidiane, sospesi tra il non saper che fare e il non fare niente. O il fare troppo. Per sentirsi spavaldi. Forti.
Questo è il risultato di un Paese che non sa dove andare. Ingovernato. Ignaro.
Quando sarà passata questa storia le ricadute saranno enormi. Psicologiche. Sociali. Economiche.
E allora dobbiamo svegliarci.
Perché ora che vogliono toglierci la libertà, quando sarà ora, sarà il caso che cominciamo a riprendercela.

Ps: posto questa foto perché quella in foto sono io.

#sbetti

#Coronavirus

#Storie2020

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