La Giornata Africa è quella dove i bianchi non sono ammessi

Libero – lunedì 6 giugno 2022

La chiamano “Giornata Africa”. E la Giornata Africa è quella per cui migliaia di ragazzotti di seconda generazione, come li chiamano adesso, si ritrovano in una qualche località d’Italia e decidono di “spaccare tutto” e “fare casino”. Una sorta di raduno a cui non sono ammessi italiani. Non sono ammessi bianchi.

Un razzismo al contrario che i talebani del politicamente corretto faticano a riconoscere. L’appuntamento viene dato su TikTok, pericoloso quanto geniale, che sfugge a ogni controllo. E qui il ritrovo era per il 2 giugno scorso a Peschiera del Garda, splendida località balneare in provincia di Verona. Migliaia e migliaia di giovani, prevalentemente nordafricani, si sono ritrovati nella rinomata cittadini e hanno devastato tutto.

“Devasto”, appare nelle scritte che accompagnano i video pubblicati nel social per eccellenza che nel 2021 ha registrato più utenti di Twitter e più visualizzazioni su YouTube negli Stati Uniti. «Spacchiamo tutto», si legge. «Se non sei a Peschiera del Garda giovedì 2 giugno ti perdi tutta l’Africa in un solo posto». E di Africa ce n’era veramente tanta. «Quello che è successo oggi a Peschiera rimarrà nella storia», scrive qualche immigrato. E poi ancora: «Africa a Peschiera». “Oggi Peschiera è stata conquistata dagli africani”. Peschiera come l’Africa”. Ad accompagnare le scritte ci sono immagini eloquenti e imbarazzanti. Ragazzotti di colore che mostrano il sedere, ballano in spiaggia denigrando e prendendo in giro le donne bianche, saltano sopra i tettucci delle automobili, rovesciano tavolini, sputano per terra, e soprattutto se le danno di santa ragione. Tanto che mercoledì appunto, il giorno del ritrovo, qui è scoppiata una maxi rissa.

A far scattare la scintilla un tentativo di furto. Un ragazzo avrebbe provato a rubare un portafoglio e in cambio avrebbe ricevuto una coltellata. Da qui sono partite le botte, le manate, le bottigliate in testa, e l’intervento degli uomini in divisa in tenuta antisommossa.

Insomma il delirio. «Erano tutti di seconda generazione», conferma a Libero una fonte investigativa, «si danno appuntamento su TikTok e organizzano queste Giornate Africa». Finora gli identificati, circa una trentina, sono tutti nordafricani che vivono in Italia, un branco pronto a tutto. Una decina, invece, le ragazze molestate, comprese quelle assalite sul treno. Tra i capi d’imputazione ci sono lesioni personali, rissa aggravata, danneggiamento e furto. La questura di Verona ha parlato di «una rissa scoppiata tra alcune bande di giovani». E sempre le nostre fonti ci riferiscono che con tutta probabilità, i molestatori delle ragazzine minorenni, sul treno che da Peschiera del Garda va a Milano, appartengono alla medesima cerchia.

Le molestie sono avvenute lo stesso giorno del raduno a danno di sei amiche tra i 16 e i 17 anni che stavano rientrando a casa dopo una giornata passata a Gardaland. “Qui le donne bianche non salgono”, si sono sentite dire. Una madre, sull’account Instagram di MilanoBellaDaDio, ha scritto: “Mia figlia di 16 anni oggi si è recata a Gardaland con le sue amiche e salite sul treno per il rientro verso Milano sono state accerchiate, palpeggiate e molestate da alcuni soggetti. Non riuscivano a scendere dal treno perché ammassati”. E infatti hanno riferito le malcapitate: “Eravamo circondate, il caldo era asfissiante, alcune di noi sono svenute. Mentre cercavamo un controllore avanzando a fatica lungo i vagoni è avvenuta l’aggressione”. Anche qui ovviamente, a distanza di giorni ormai, nessun intervento da parte delle siore femministe che si erano stracciate le vesti per gli Alpini. Quelle di “Non una di meno”, almeno fino a ieri, che tanto si erano impegnate ad attaccare le Penne nere, non hanno fatto una storia, un post, un qualcosa che gridi all’indignazione se in un paese popolato da famiglie ti ritrovi invaso da migliaia di nordafricani che vogliono spaccare tutto e fare casino e molestare le bianche. “Dove sono le femministe e la sinistra che attaccano gli Alpini?”, scrive il deputato di Fratelli d’Italia, Ciro Maschio, “quanto accaduto ha caratteristiche simili ai fatti di Capodanno, animati da una subcultura aggressiva che ha ideologie abbastanza precise. Il modello Lamorgese è fallito. E in Italia è passato il messaggio che tanto si può fare ciò che si vuole”. Il che è molto vero. La maggior parte delle volte questi fatti, con tutto lo sforzo che fanno le forze dell’ordine, rimangono impuniti. “Auspico che si applichi anche qui la Legge Mancino”, dice Maschio, “se c’è una normativa per razzismo, allora anche qui deve essere fatta valere. È un razzismo al contrario”. Già. Noi lo diciamo da mo’, ma le anime belle non ci sentono. 

Serenella Bettin

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