Lo scrutinio finale finisce così. Affondandolo in una poltrona. L’altro ieri ho assistito allo scrutinio finale di mia madre. Gli scrutini nella scuola iniziavano alle due. Un’ora ciascuno. Un’ora per classe. Impossibile sgarrare. Ma già chi arrivava alle 15 non è riuscito a cominciare in orario lo scrutinio. Colpa dell’insegnante che doveva arrivare prima ma che siccome stava impegnata con l’altro scrutinio non poteva inserirsi nello scrutinio successivo. Ci sono docenti che hanno più classi. Insomma lo scrutinio per mia madre iniziava alle 15. Arrivo da mia madre alle 14.30 e la trovo che sta spazzando il portico. Bene ho pensato, si rilassa. Entro dentro casa e vedo già la postazione pronta. Il tablet in piedi sulla custodia a leggio, l’iPhone carico a mille ma già sotto carica, sia mai si scarichi. La prolunga per ricaricarlo pronta all’uso. Il carica portatile. La penna. I fogli. Il registro. L’agenda. I giudizi stampati. La sedia già pronta per sedersi. Alle 14.55 mia madre è lì che attende di cliccare sulla parola “partecipa”. Lo scrutinio ai tempi del Covid avviene all’interno di una piattaforma, dove ci stanno i docenti tutti quanti connessi, si condividono i voti, i risultati, si condividono i giudizi finali, ma non ci si può vedere, non ci si può guardare. Non ci si può nemmeno parlare sopra o confrontare o scartabellare voti per aria perché nel momento in cui parla uno, non può parlare l’altro, il microfono diventa muto e se non lo vuoi più muto devi riattivarlo e nel momento stai guardando lo schermo condiviso dalla collega ti scompare l’immagine dell’insegnante con cui stavi parlando e mentre tenti di farla ricomparire clicchi per sbaglio sul tasto rosso e devi ricominciare tutto. Alle 15 e 10 la piattaforma su cui stanno lavorando tutti i docenti si blocca, ha un down, come usano chiamarlo quelli che parlano inglese perché non sanno l’italiano e quindi rimane solo una cosa da fare: aspettare. Le insegnanti iniziano ad andare in tilt, gli insegnanti pure. I messaggi su whatsapp dopo saranno 250. Soprattutto perché chi doveva firmare a fine scrutinio, per la redazione del verbale, ma non riusciva a farlo. Il problema è generale hanno iniziato a dire, rimandiamo a domani. Ma passa mezz’ora e gli scrutini si fanno. E si fanno oggi. Mia madre che doveva iniziare lo scrutinio alle 15, ha iniziato alle 16.10. Finendo alle 17.09. In ritardo di oltre un’ora. Per firmare però non è bastato il tablet. La piattaforma di cui si è avvalsa la scuola per compilare lo scrutinio, si vede che non l’hanno adattata a tutti i dispositivi, la parte relativa alla firma non te la faceva vedere. Lo schermo finiva prima. Provavi a farlo scorrere verso sinistra e rimbalzava verso destra. Provavi a farlo scorrere verso destra e rimbalzava verso sinistra. Come a essere beffardo. Come a prenderti per il culo. Come a farti vedere che lui non è stupido, che alla fine se vuole, ti fotte anche solo per mettere un voto. Dopo un po’ mia madre prende il computer, lo apre, e mantenendo la calma, accede al sistema che era stato aperto sul tablet. Nome utente. Password. Tutto scandito con una calma nervosa. Aperto il pc, qui lo schermo si vede tutto. Sono quasi le cinque e mezza. Mia madre firma. Le altre colleghe anche. Mia madre avrebbe dovuto finire un’ora e mezza prima. Chi aveva dopo un altro scrutinio, slittato uno di un’ora e poi di due, e poi di due e mezza, e poi di tre, ha finito alle nove di sera, dalle 18 che doveva finire. I due scrutini di ieri invece sono durati dalle 14 alle 18.30. Due. Questa è la scuola di uno Stato che tra i diritti fondamentali annovera il lavoro e l’istruzione, dimenticandosene altamente. Uno dei capitoli, quello della scuola, che durante l’emergenza di questo coronavirus, è uno dei più brutti che sia mai stato scritto. Del perché i docenti, senza alunni, non siano potuti tornare in classe anche solo per parlare, per discutere dei voti, per fare gli scrutini, a noi comuni mortali non è dato saperlo. Il Governo non ha mai risposto.

#sbetti

#Coronavirus

#Storie2020

👉👉👉


Scopri di più da Sbetti

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.