Tornado in #Riviera. Io me lo ricordo quel giorno

Io me lo ricordo quel giorno. Dio se me lo ricordo. La mattina avevo seguito un funerale di un ragazzo di 22 anni che aveva fatto un incidente in moto. Uno di quei momenti in cui ti chiedi se sia giusto raccontare. Uno di quei frangenti in cui vedi le bare di quei ragazzi che sopra l’auto che li accompagna per l’ultimo viaggio, c’hanno il mazzo di fiori con scritto “mamma e papà”. Terribile. Devastante. Uno strazio. Ricordo che il funerale era verso Malcontenta. Lungo la Riviera del Brenta. Faceva caldo la mattina. Caldissimo. Il caldo e l’afa ti cappiavano il collo, te lo asfissiavano, te lo occludevano. Te lo stringevano. L’afa andava a braccetto col pianto. Ti rigava il volto, le guance, le mascelle, scendeva lungo la bocca, sotto il collo. Le lacrime diventavano tutt’uno col sudore.
Dopo il funerale tornai a casa. Le solite cose. Il lavoro. Le trafile. Le mail. Le telefonate. Quando all’incirca verso le cinque del pomeriggio, o poco prima, ricevo una chiamata dalla redazione.
“Ciao, com’è il tempo lì?”
“Bello perché?”, risposi io.
“Perché a Dolo pare ci sia una bufera in corso, facci sapere”.
“Ok”, e riattaccai.
Passò qualche minuto.
Squillò il telefono. Era sempre la redazione.
“Serenella, a Dolo c’è il finimondo”.
Già. Nel giro di pochi istanti, attimi, contorti, quello che era un vento, una bufera, una pioggia, un acquazzone, prende forza, vigore; si ingrossa, si increspa, si riavvolge su stesso, prende forma, va via veloce e in mezzo secondo spazza via tutto quello che incontra. Alberi, case, piante, tetti, macchine, auto, sradica i tronchi grandi come bisonti, scoperchia le abitazioni, fa un morto, impazza, si scurisce, vortica su se stesso e ovunque passi crea distruzione, terrore, angoscia.
Era un tornado F4.
Quando passò, quando finì, ci fu un principio di sole. Ma tutto intorno era devastazione. Il pianto.
Le urla. La disperazione negli occhi della gente.
Le mani sopra la testa, gli occhi sbarrati.
Le persone ferme sedute, la testa bassa, lì sul ciglio di una strada senza più un posto dove andare.

#sbetti

#8luglio2015

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