Pezzo uscito su Libero il 24 gennaio 2022

Che avranno mai da inventare ancora questi no vax per sfuggire alla vaccinazione. Adesso anche i finti guariti così da ottenere il certificato verde. In questo momento ci sono 11 squadre dei Nas dalla Liguria al Friuli che stanno controllando a tappeto tutti i punti tampone e le farmacie. Nell’ambito delle loro indagini si sono accorti che al momento del tampone viene controllato il codice fiscale e non il documento d’identità.Fatta la legge, trovato l’inganno. I no vax hanno capito subito di potersi infilare nel buco di questa pratica. E quindi cosa fanno. Ingaggiano un amico positivo al covid e gli danno il proprio codice fiscale. L’amico positivo, cavia e palo, torna a fare il tampone col codice fiscale dell’amico no vax negativo. Così da ottenere la trascrizione della positività. Dopo una settimana il no vax “finto positivo” va a fare il tampone e tac. Risultato negativo. In questo modo ottiene il certificato da “guarito”. Anche se positivo non lo è mai stato. Stratagemmi che come ha dimostrato la narrazione folle di questi episodi, vengono sempre scoperti, quindi non si capisce il motivo per cui ci si ostini a infrangere le regole. Ma il mestiere del furbo, lo sappiamo, è assai noto. C’è anche chi da positivo manda il fratello negativo a fare il test così da ottenere il via libera. Il sospetto ora è quello di una truffa messa in atto da persone alla caccia di un tampone positivo per ottenere il certificato. “Questi controlli li stiamo facendo da una settimana – spiega a Libero il comandante del gruppo tutela della salute dei carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli – nelle quotidiane attività che facciamo abbiamo visto che spesso, per questioni di rapidità, ci si limitava a chiedere solo la tessera sanitaria e non la carta d’identità. Ma anche la misura del tampone necessita di una completa identificazione per evitare che ci possano essere abusi. Siamo intervenuti per evitare che un positivo possa andare a fare un altro tampone col codice fiscale di un altro”. Tra gli abusi possibili quello di “sottoporre a tampone persone positive con più tessere sanitarie in diverse farmacie, per far emettere Green pass a nome di soggetti non immunizzati”. Da parte delle farmacie e delle aziende sanitarie, ci fa sapere Pignatelli, c’è la massima collaborazione. Così. Se già erano oberati di lavoro e tutti lamentavano le code chilometriche, ora i tempi è probabile si raddoppino, dato che il controllo dell’identità deve avvenire come ha ricordato Pignatelli in modo compiuto. Al momento le persone denunciate in Italia non sarebbero poche. Anche la settimana scorsa in Alto Adige sono state sospese 31 delle 3000 postazioni per l’inserimento degli esiti dei tamponi, per il sospetto che siano stati registrati dei “falsi positivi” per facilitare ai no vax l’accesso al Super Green pass in quanto “guariti”. I militari hanno accertato che gli addetti ai test siano effettivamente abilitati a farli e che tutto si sia svolto nel rispetto delle norme. Controlli anche in Veneto fanno sapere dai Nas, per verificare la corretta esecuzione dei test. Qui ancora non risultano illeciti di questo tipo. Insomma questi trucchetti sembrano tanto quelli degli adolescenti per saltare le interrogazioni. Peccato che qui ci sia di mezzo la vita. Quella degli altri.

Serenella Bettin


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