Zero lamento. Alza il volume. Si alza pure l’umore

#nevergiveup

Personalmente mi sono un po’ stancata di chi si lamenta e basta. Io sono sempre stata un’entusiasta nella vita. Sì. Ok. Perfetto. Buongiorno. Grazie. Buonasera. Certo! Ci mancherebbe. Alza il volume. Si alza pure l’umore. Ma invece. Invece a volte mi capita di dovermi interfacciare con persone che le senti che vogliono portarti sotto. Che ti prendono di traverso. Che ti afferrano per il braccio, la gamba, il piede, e più tu dici che no, che bisogna andare avanti, che bisogna guardare con ottimismo verso questa vita, almeno essere grati a chi ce l’ha donata, loro no, no, no, loro sono lì come i dannati che ti prendono ti prosciugano le forze, ti annichiliscono, ti rubano l’anima, ti consumano, ti inaridiscono, ti sventrano. Tu sei lì che con un piede tenti di risalire, di scrollarteli di dosso, e invece no. No. No. Loro sono lì che si compiacciono. Che chiuderebbero tutto. Che aspettano. Dio solo sa cosa. In tuta. Senza fare niente. Senza innovarsi. Senza trasgredire. Senza dire alcunché.
E così mi è capitato questi giorni di interfacciarmi con lavoratori dipendenti imprenditori artigiani commercianti. Lì vedi quelli svegli. Quelli sgaggi. Quelli che hanno ancora voglia di fare qualcosa. Che non aspettano. Fanno il doppio. Si inventano. Si reingegnano. Sono quelli che hanno professionalità. Zero improvvisazione. Lavorano a testa bassa a ritmi di 24 ore al giorno. Anche mentre dormono la loro testa pensa. Pensa. Pensa. Pensa. Perché alla fine di ogni guerra dalla fogna e dalla trincea bisogna uscirne.
Solo la forza di ciascuna persona può fare la differenza.
E poi ci sono quelli invece che li vedi. E sono quelli più giovani anche. A volte pure under 30. Zero voglia di fare. Tutto dovuto. Zero sacrificio. So sono ritrovati mantenuti con le vite di mamma e papà e si ritrovano a quarant’anni ancora a casa. Lo leggevo oggi sul Giornale in un bellissimo commento di Giacomo Susca.
Vite sprecate. Passano le loro giornate a sperare in un tempo migliore. Nell’attesa che arrivi qualcuno, magari il governo che si faccia in quattro per loro.
Personalmente sono stanca di raccogliere lamentele di questo tipo. La mia testa chiede altro. La mia vita vuole altro. Io i 30 anni me li devo bere. Scolare. Vivere.
Ci sono stati periodi in cui avevo la testa sotto i piedi. E ho sempre capito che vince chi non si lascia abbattere. Chi combatte. Chi si ribella. Chi non si piega. Chi si ingegna. Chi si inventa. Chi se gli dici di non andare, prende e va. E se ne fotte. E così che bisognerebbe vivere. Con la musica in sottofondo. L’auto che viaggia. Il tettuccio aperto. La sigaretta tra le dita. Facendo. Andando. Cliccando. Lavorando. Producendo. E non esiste lamento. Non esiste tormento. La mia testa non riesce più a sopportare il lamento fine a se stesso. Senza fine. Come a dimostrare e compiacersi che è tutto brutto. Non lo è. No. Non è tutto brutto. Quando ballavo e la sera avevo i piedi consumati dalla fatica mi dicevano che il dolore di oggi sarà la forza del tuo domani. Che se vuoi raggiungere qualcosa e cambiare la tua vita devi prima non abbatterti. Darti da fare. Mai mollare. #nevergiveup.
Oggi ho parlato con un imprenditore. Visionario. Vi racconterò. Mi ha rimesso energia. Voglia di fare. Carica. Aria libera. Sole. Colore. Lui ha preso. Ha immaginato. Disegnato. Inventato. Ricucito. Ha tessuto le tela della nuova era. Quella che verrà.
Ha volato alto sui disastri. Ha saputo guardare avanti. Indietro. In mezzo. Ha ripercorso gioie dolori e tormento.
Mi ha rimesso addosso quella sana consapevolezza che torneremo a far la vita di prima. Che ci sarà un giorno in cui nemmeno ce ne renderemo conto. L’uomo si adatta in fretta. Si evolve. E poi basta con questi tavolini transennati. Con queste facce mosce. Con questo terrore. Con questo lamentarsi. Basta. Basta.
La psicologia dice tutto. La testa in questi casi incide tantissimo. Bisogna scavallare. Andare oltre. Gettare fuori il pensiero negativo. Sputarlo. Vomitarlo. Calpestarlo. Lasciarselo scivolare addosso. E scusate. Scusate. Non è retorica. È uno stile di vita. Serve gente propositiva. Entusiasta.
Che abbia voglia. Che abbia negli occhi quella fiamma che mai si spegne. Nemmeno dinanzi al tunnel.
È la vita. E bisogna combatterla.

#sbetti

#nevergiveup

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