Io non chiedo a un uomo di essere libera. Io sono già libera

Se Francesca Maria Novello non fosse la fidanzata di Valentino Rossi non se la cagherebbe nessuno. Eppure ci indigniamo. Eppure prendiamo parte alle tifoserie. Eppure ci schieriamo dal divano a seconda di dove sia più comodo girare il telecomando.

Senza riflettere sul problema. Quello vero.

Allora questa sera Rula Jebreal رولا جبريل durante il suo monologo a #Sanremo ha fatto un appello agli uomini e ha detto: “uomini lasciateci libere di essere quello che vogliamo essere: madri di dieci figli, donne in carriera, mogli”.

No. Mi dispiace.

Io non chiedo a un uomo di lasciarmi libera di essere ciò che voglio essere. Io sono già libera. Io non chiedo a un uomo di lasciarmi libera di essere madre. Di essere moglie. Di essere donna in carriera. Io sono già libera.

Io non chiedo a un uomo di poter fare qualcosa. Io lo faccio e basta.

Una donna non deve chiedere il diritto a nessuno per essere libera. Per essere lasciata in pace. Per non essere stuprata. Violentata. Offesa. Una donna non deve chiedere a un uomo di non farle del male.

Una donna la libertà ce l’ha già.

È proprio qui che sbagliamo. Che sbagliano.

La gente si indigna molto più per una frase di Amedeus, che per quello che accade nelle nostre case tutti i giorni.

Perché ci hanno messo in testa che per esistere devi chiedere. Devi pregare. Devi sperare sempre di avere l’approvazione degli altri. Devi stare un passo indietro.

Perché se tuo marito ti stupra è colpa tua perché non gliela dai mai. Se tuo marito la sera vuole giocare non gli puoi dire di no.

Perché se tuo marito ti dice che non devi mettere la gonna lo fa per il tuo bene. Se ti tira una sberla lo fa perché ti ama. E ti vuole proteggere.

È stato proprio questo il problema. L’averci messo in testa che noi sbagliamo. Che noi vogliamo. Che non pretendiamo.

È questo il punto di partenza sbagliato. Quello che vi hanno inculcato in testa.

Il credere che per avere diritto di fare qualcosa dobbiamo chiedere. Chiedere. Chiedere. Chiedere la libertà. Chiedere a un uomo di lasciarti libera. Chiedere a un uomo di poter uscire con le amiche. Chiedere a un uomo di poter andare in ferie. Chiedere a un uomo di poter fare un viaggio. Chiedere a un uomo di poter lavorare. Chiedere a un uomo di lasciarsi amare.

Conosco donne che si travestirebbero da tappeti per cacca dei cani, pur di compiacere il proprio uomo. Donne che cercano a tutti i costi il principe azzurro. Donne che fanno le prime donne e che se non hanno un uomo accanto si sentono perse. Angosciate. Irrealizzate.

Donne all’apparenza forti che appena incontrano un uomo diventano zerbini. Indumenti per la biancheria. Mutande ancora da lavare. Ridotte nella merda dei panni sporchi da lavare di nascosto dentro le case.

E ne ho viste di queste storie. Ne vedo tante. Tantissime.

Donne travestite da ancelle che cercano il principe azzurro assecondandolo in tutto. Andandoci a letto. Credendo che una scopata di sesso risolva tutto. Donne succubi del piacere altrui che pensano ancora che l’amore sia fare una trombata a settimana e preparare la cena la sera. Donne che non sanno stare in piedi da sole. Che hanno bisogno dell’uomo. Donne che perdono il lavoro. Che non sanno dire di no. Che soccombono in tutto.

Donne che rinunciano alle amicizie, alla famiglia, che credono che la gelosia sia una prova d’amore.

Perché allora, allora sto scrivendo un libro sulla violenza contro la donna e vi posso assicurare che ogni volta é una mazzata. Ogni volta è un pugno all’anima. Ogni volta è una rabbia che risale lo stomaco, che tenta di uscire fuori, che si riversa sulla carta.

Ogni volta è un notare come ci hanno inculcato il Cristianesimo, il senso di colpa, la tradizione popolare, la donna che fa l’uncinetto, quella che se sta in minigonna la puoi scopare.

E ogni volta. Ogni volta è un rendersi conto che se non cambiamo noi, allora non cambierà mai nulla.

Perché è molto inutile dire basta.

Perché molte volte, molte volte dire basta non basta.

Non basta più.

#sbetti

#direbastanonbasta

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