
Ma che razza di Paese è quello che mette in carcere le persone per bene e lascia i delinquenti liberi? Che razza di Paese è?
Lui è Mario Roggero domenica 31 maggio era a Fuori dal Coro.
Mario Roggero è una persona a cui sono particolarmente legata. E a cui vorrò sempre bene. Sono stata a casa sua. Ho conosciuto la moglie. Le figlie. Una persona che per aiutare si toglierebbe anche un rene. Quante ore passate a parlare al telefono. Quante chiacchierate fatte con Mario Roggero.
Il 4 dicembre scorso la corte d’Assise di Appello di Torino, lo ha condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione.
E il 15 luglio prossimo, con una velocità incredibile – mai si era vista una celerità simile nella giustizia italiana – a pochi mesi di distanza dalla sentenza d’appello, la Cassazione deciderà se confermare la pena a Roggero o meno.
Il segno che la giustizia quando vuole corre veloce. Quando vuole ha fretta.
Condannare un uomo di 72 anni a quattordici anni e nove mesi, vuol dire condannarlo all’ergastolo. In primo grado gli diedero 17 anni. Me lo ricordo quel giorno. Corsi a Cuneo. Faceva un freddo che ti trapanava le ossa. La neve cadeva talmente forte che formava un tutt’uno col vetro della macchina.
Se la cassazione il 15 luglio, tra un mese e mezzo quindi, dovesse confermare la sentenza, il 16 luglio Mario Roggero è dentro.
Ha moglie, quattro figlie, otto nipoti. Sono giorni che parlo con lui al telefono. E mi parla di quello che sta facendo, qualora dovesse finire in carcere. Dei preparativi. Per non lasciare niente in sospeso. Il negozio. I macchinari. Le pratiche burocratiche. Come una persona che si prepara a morire. “Pensa allo stato d’animo che hanno mia moglie, le mie figlie – mi ha detto – i miei nipoti ancora non sanno niente”. Non mi ha detto: “pensa a come mi sento”. Mi ha detto pensa a come si sentono i miei cari.
Mentre mi parlava la sera che mi ha comunicato che la decisione della Cassazione era stata anticipata al 15 luglio, mi sono sentita venir meno, e quando abbiamo messo giù il telefono avevo gli occhi pieni di pianto.
Mario Roggero è colpevole di essersi difeso durante una rapina. Quel giorno gli piombarono in negozio in 3. A volto coperto. Con una calza. Era il 28 aprile 2021. Alle 18.36. La figlia venne legata con delle fascette e minacciata con una pistola. La moglie con un coltello alla gola. Quando i banditi uscirono dal negozio, lui temendo che avessero preso la moglie, impugnò l’arma che teneva dentro al cassetto – tutti i gioiellieri ne devono tenere una, non venitemi a far la paternale che “se non l’avesse avuta – e colpì due dei soggetti. I due muoiono. Il terzo venne ferito a una gamba. E non era la prima volta. Nel 2015 lo massacrarono di botte, tremende sono le immagini. Ma i giudici lo hanno condannato per omicidio volontario plurimo. Omicidio volontario? Volontario? Roggero quel giorno stava lavorando nel suo negozio. Come fa da 49 anni. Volontario di cosa? Sono stati i rapinatori a piombarsi dentro casa sua. Ad andare lì con l’intento di rubare e di far del male. Non è stato Roggero ad andare in cerca di loro. I giudici dicono che è stata una sorta di vendetta, come se Roggero fosse mosso da uno spirito vendicativo per la precedente rapina. Mi chiedo come si possa fare un simile ragionamento. Eccerto. Me lo immagino Roggero. Me lo immagino. Me lo immagino Roggero svegliarsi ogni mattina e sperare nel “dai chissà che oggi arrivino così li faccio secchi”. Ma che diamine dite? Cosa dite? A Roggero da quel giorno è cambiata la vita. A lui come alla sua famiglia. La moglie ha delle crisi emotive. Una delle 4 figlie in negozio non ha più voluto lavorare. Le altre quando entrano lo fanno con la paura che possa ricapitare di nuovo. Perché quando provi certe cose, quel terrore non se ne va. Ti accompagna sempre. È un pensiero fisso costante. Ogni sera si siede con te sul divano e non ti abbandona. Si infila nel letto. Mentre dormi. Si sveglia con te la mattina. Si siede quando fai colazione. Poi la questione del risarcimento. A Roggero i rapnatori che gli dovevano 100 mila euro, hanno fatto due bonifici da 50 euro. Cinquanta euro. Cinquanta euro. Vi rendete conto? E le famiglie dei malviventi a Roggero hanno chiesto 3 milioni di euro, Roggero ha già dato loro 325 mila euro. E per farlo si è dovuto svendere gli alloggi che la madre le aveva lasciato. Una follia. Una follia quella di poter permettere che chi che ti ha rovinato la vita, ti chieda il risarcimento del danno.
Quando l’altra sera ci siamo salutati al telefono, gli ho detto di non mollare. La gente ora deve sapere. Quando l’ho visto lì seduto in trasmissione, con lo sguardo rivolto verso il basso come se provasse quel sentimento che ti prende quando pensi il peggio, come se ti volessi nascondere, mi sono chiesta che senso abbia rovinare la vita a un uomo che non ha mai fatto del male a nessuno.
Ritrovatosi così in una situazione terribile, e non per sua volontà.
Quando Mario uscirà di galera – e spero non ci vada – avrà oltre 80 anni.
È questa la rieducazione a cui aspirate?
sbetti
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