Bisognerebbe chiedersi cosa prova una persona di 72 anni nel sapere che tra 37 giorni potrebbe finire in carcere.
Bisognerebbe chiederselo.
La sera che ho saputo da Mario Roggero che la Cassazione – con una velocità incredibile- il 15 luglio prossimo deciderà se confermare la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione o meno, avevo le lacrime agli occhi.
Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, è condannato di omicidio volontario plurimo e tentato omicidio per aver reagito a una rapina.
Perché bisognerebbe provare a capire forse.
Sapere che hai 72 anni e che tra 37 giorni potresti finire dietro le sbarre per 15 anni, è come vivere un tempo sospeso. Come se contassi il tempo, in un tempo che ti verrà tolto. Acquistano significato i secondi. I minuti. Le ore. I giorni. I giorni passano in uno scandire di un lento tormento ma ogni giorno che ti rimane a casa si esaurisce veloce. E quel conto alla rovescia pende sempre più sulla tua testa e su quella dei tuoi cari.
La parola “ultimi” poi assume un significato angosciante e opprimente. Gli ultimi saluti. Come dirlo ai nipoti. Le ultime cose da fare. Da preparare. La casa da sistemare perché “qui ci sono sempre stato io, e poi mia moglie e le mie figlie da sole che fanno?”. Il negozio. I macchinari. I contratti. Le spese. Le pratiche. Pensare ad andare avanti per “quando non ci sarò”. Brutto vero? Perché non è che non ci sarai. Vai semplicemente in un altro luogo. In un altro spazio.
Ma soprattutto bisognerebbe provare a pensare cosa ha subito questo gioielliere. La prima rapina lo massacrarono di botte.
E anche se ora uno dei banditi chiede il risarcimento per danno post traumatico da stress – sì leggete la mia intervista oggi su Libero, è tutto vero, carte alla mano – il rapinatore chiede il risarcimento del danno perché il colpo d’arma da fuoco gli ha causato “dolore dell’anima, vergogna, disistima di sé, paura e disperazione”, oltre a poter chiedere il danno patrimoniale per le mancate occasioni di lavoro, le mancate retribuzioni, perdita di reddito, mancato guadagno (quello di una rapina?), mancate occasioni lavorative (come se rubare e aggredire la gente siano attività occupazionali lecite) ecco dicevo anche se ora il rapinatore può chiedere il danno da stress – rapinare la gente sarebbe stressante – in realtà il danno post traumatico da stress venne diagnosticato a Roggero, dopo la prima rapina.
Lì lo lasciarono a terra agonizzante.
La seconda non fu da meno.
Ma bisognerebbe provare a mettersi nei panni di chi vede moglie e figlia minacciate, legate, colpite a pugni, con un coltello alla gola, con una pistola puntata in faccia e un conto alla rovescia che scandisce i tuoi minuti che potrebbero essere gli ultimi. “Cinque, quattro, tre, due…”. “Non sparare ti prego, ti do tutto”, disse lui.
Per un attimo, bisognerebbe semplicemente provare. A mettersi dall’altra parte.

La mia intervista a Mario Roggero su Libero.

sbetti

👉 https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/48070745/mario-roggero-15-luglio-decideranno-staro-cella-fino-90-anni/


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