Allora glielo vogliamo dire agli italiani cosa sta succedendo?

Dal diario di Facebook, 20 marzo 10.00

Allora gente buongiorno. Allora glielo vogliamo dire agli italiani cosa sta succedendo?
Glielo vogliamo dire che siamo in guerra. Che siete dei pagliacci, che non avete avuto il coraggio di chiudere tutto per quindici venti giorni, e che ora ci porteremo avanti il virus per altri mesi? Perfino i mercati avete autorizzato!
Glielo vogliamo dire? Glielo vogliamo dire che il 3 aprile non aprirà proprio niente, non è che aprono le gabbie e ci mandano fuori a far la vita di prima. Non ci sarà più niente come prima. Niente. E scusate se sono così dura ma se il Governo ha deciso di trattarvi come criceti in gabbia a cui far scopare una volta a settimana, a cui dare da bere quando avete sete, a cui far cantare come stupidi dai davanzali mentre la gente muore, ecco se il Governo non è stato in grado di dirvi la verità, bisogna che qualcuno ve la dica.
Perché il 3 aprile non aprirà proprio niente. Il 3 aprile non torneremo sui banchi di scuola. Non andremo a far le feste in spiaggia. Non andremo a sculettare al mare. Non andremo a bere l’aperitivo come tanti maiali ammassati che non mangiano da un mese. No. Il 3 aprile saremo ancora qui. Senza mascherine. Senza tamponi. Con il numero dei contagi. Dei contagiati. Dei morti. Con i negozi chiusi. Con le attività che non ripartono. Il 3 aprile saremo ancora qui a dire che forse è meglio tenere chiuso un altro po’, perché gli italiani sono stati scorretti. Perché sono andati a correre. Perché sono andati a far pisciare col cane. A farlo scendere. Chiedetevi perché nessuno vi ha preso sul serio. Chiedetevelo. Chiedetevi perché in Inghilterra sono bastate 24 ore per far scoppiare il panico e assistere a un rispetto delle regole maniacale.
Oggi un mio pezzo sul sito.
Perché sanno che vi possono trattare da pagliacci, possono anche non dirvi le cose, possono giocare a punti. Prima si prova. Poi si prova un’altra volta. Perché l’italiano medio non ha le palle. Pronto sempre a lamentarsi. E fermarsi ai lamenti. Sanno che tanto il popolo bue, quello che va al mare, in spiaggia, al centro commerciale, quello non lo puoi fermare. Nella sua vita ha sempre continuato a correre sulla rotellina del criceto e se gliela fermi lui continua a correre di nuovo.
Ancora. E ancora. Non si rende nemmeno conto che è ferma.
Hanno già iniziato a procrastinare la data dell’aumento dei contagi. Prima il 17-18 marzo. Poi il 23-24.
Adesso addirittura il 15 aprile.
Certo le notizie cambiano. Il caos è totale.
Ma allora.
Allora bisogna dirlo agli italiani che il 3 aprile non si apre proprio niente. Che il 3 aprile saremo ancora qui. Che i bar e i ristoranti saranno chiusi. Che le parrucchiere si stracceranno i capelli. Bisogna dirlo agli italiani che non avete avuto il coraggio. Il coraggio di essere forti. Più forti del virus. Perché vi hanno trattato come animali da recinto. Come criceti dentro le gabbie. Come esseri senza volontà a cui dire tutto il contrario di tutto.
Già ieri ho visto alcune situazioni che non mi sono piaciute. Forze dell’ordine perquisire ragazzini. La guerra.
E allora diteglielo agli italiani che li avete trattati da criceti.
Perché l’italiano medio non tiene alla propria salute. L’italiano medio non si vuole bene. L’italiano medio non pensa agli altri. L’italiano medio si alza al mattino. Rutta. Fa colazione. Indossa il fifì. Va in ufficio. Fa la pipì quando serve. Mangia con le mani un panino. China la testa. Obbedisce agli ordini. Torna a casa. Va a correre. Al martedì tromba. Al mercoledì scopa. E poi mette la sveglia.
Ecco cosa fa l’italiano medio. Non pensa agli altri. Non pensa al fatto che se deve rimanere in casa lo fa per il proprio bene e quello degli altri. No, pensa che palle, cosa faccio, svuoto il supermercato, canto sul balcone.
Ecco cosa fa l’italiano medio.
Quello che come un criceto continua a correre.
#sbetti
#Coronavirus
#Storie2020

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