Mentre osservo tutte le vostre minchiate proseguire, ecco mi chiedo se mai vi rendiate conto di vivere sul pianeta Terra 🌏.

E le sardine. E la manifestazione delle sardine. E lo sciopero dei pinguini. E l’orgasmo dei tulipani. E la marcia dei fenicotteri. E l’esaurimento delle oche. E la cacca negli autobus. E l’ora legale. E la tassa sugli zuccheri. E i centesimi al supermercato. E lo show dei politici. E le vostre comparsate da soubrette allo stadio.

Ecco. E mentre osservo tutto questo mi chiedo se vi rendiate conto che la storia è un’altra. Che la vita si vive sulla terra. Che la gente non ha tempo di stare a sentire le vostre pagliacciate. Le vostre innumerevoli pietose idiozie. Siamo l’unico Paese che si fa ridere in faccia dal resto del mondo. L’unico Paese che ha i giornali internazionali che deridono Venezia. Che ci fottono tutti quanti. L’unico Paese ad avere le sarde in piazze che manifestano contro l’opposizione. L’unico Paese ad avere l’opposizione dell’opposizione. L’unico Paese ad avere un esercito di incapaci che non sarebbe in grado nemmeno di gestire le capre al mercato. L’unico. Perché poi. Poi entri nei negozi dei centri storici e trovi la disperazione. Entri nei bar e trovi che da inizio anno hanno emesso 372 scontrini, il che vuol dire una media di 16 al giorno, che se ti va male sono 17 euro e 60 centesimi di caffè.

E allora tutti bravi ad andare in piazza come sardine, nemmeno sotto sale, senza sapore, insipide, inopportune, insignificanti e protestare contro qualcuno che nemmeno ci sta al comando. Tutti bravi. Ma perché? Perché non scendete in piazza a protestare per i vostri padri che vi parano il culo fino a trent’anni mentre voi poltrite sulla poltrona e sono tartassati dalle tasse? È? Perché? Perché non andate in piazza a manifestare contro le nuove imposte, contro lo scontrino elettronico, contro i centri che stanno chiudendo, contro i paesi che si spopolano? Perché? Perché giusto stamattina parlavo con un titolare di un esercizio commerciale. Ha troppe spese per mandare avanti il suo locale. Troppe. E le tasse da pagare. E le bollette. E il commercialista. E l’impianto nuovo. E l’affitto. E i rifornitori. E l’aumento dei prezzi. E i macchinari. E se ti si rompe un motore. E se ti cade la muffa dal soffitto. E la SIAE. E la tassa sui cessi. E quella sulla sui rifiuti. E quella se caghi fuori dal water. Perché! Perché non andate a protestare per queste persone?

Perché allora adesso per #Storie2020 vi racconto una storia. La storia della tabaccaia Valentina Rampado.

Giusto perché voi sappiate. Giusto perché vi rendiate conto che non viviamo ancora su Marte.

E allora l’altro giorno mi fermo dal tabacchino a Mirano #Venezia perché oltre a dover prendere le sigarette dovevo prendere una marca da bollo. Così entro. C’è un po’ di coda, una di quelle dell’ora di punta, dove tutti all’ultimo dimenticano qualcosa, ma la tabaccaia, gentile, serve tutti, sorride con garbo, con stile; quelli che conosce li chiama pure per nome. Insomma sono lì che osservo la scena quando tocca a me. Allora le dico che mi serve una marca da bollo da due euro e lei mi dice “ok”. Così attiva l’aggeggio, io intanto aspetto, viaggio con la mente su cosa avrei dovuto fare, su cosa prevedeva l’agenda, quando dalla macchinetta, quella che vedete in foto,non esce una marca da bollo, ma ne escono due.

Allora Valentina mi fa: “eh capita, da quando ci hanno cambiato le macchinette dandoci queste nuove, capita. Con quelle vecchie non capitava mai. Uno pensa che quelle nuove siano migliori e invece”. Invece pippa.

Anzi. Non solo. Mi dice anche che quelle vecchie erano gratuite e queste se l’è dovuta comprare oltre ad avere un canone annuo.

Così io le chiedo se per lei ci siano costi aggiuntivi sul fatto che esca carta così alla cazzo, e lei mi dice che no, che è carta buttata però.

“Queste nuove non funzionano”, mi racconta.

E insomma queste nuove costano la bellezza di 318 euro, più iva, ovviamente sempre più iva, sia mai, per comprare una macchinetta sputa marche che non funziona.

Anzi. Non finisce qui. Perché Valentina mi racconta che il rullo di carta della macchinetta viene fornito dall’Agenzia delle Entrate, che povera, siccome è troppo impegnata a mandare buste verdi alla gente, non si è ancora adeguata alle nuove macchinette e così manda un rullo ancora omologato per quelle precedenti. Che però è più largo, rispetto a questo. E quindi Valentina cosa fa, onde evitare che il rullo si inceppi, ecco smonta la macchinetta e con molta cautela monta il rullo a mano. Come all’età della pietra praticamente. Beata tecnologia. Già.

Non solo. In tutto questo oltre a tutte le tasse da pagare, nel calderone quest’anno ci hanno fatto pure confluire questa.

Ecco. Allora io mi chiedo una cosa. Ma me la chiedo più forte che posso. La urlo. Ve la sbatto in faccia. Ma proprio non avete un cazzo da fare che andare a cinguettare in piazza inscatolati come sardine?

#sbetti