La forza ondulatoria della Lamorgese

Se il mio professore di fisica al liceo mi avesse spiegato così la “forza ondulatoria”, probabilmente avrei detto che era deficiente, dal latino deficiens, voce del verbo deficére, ossia mancante di.
Ai miei tempi infatti essere deficiente in greco significava non raggiungere la sufficienza necessaria alla promozione.
Orbene. 
L’acume del ministro Luciana Lamorgese si è dimostrato in tutto il suo splendore durante la relazione alla Camera e al Senato sui disordini di Roma del 9 ottobre scorso.
Un impegno che dovrebbe essere istituzionale.
La spiegazione cattedratica e devo dire molto utile sul moto ondulatorio controllato dal poliziotto la dice lunga sulla preparazione del ministro che non andrebbe bene nemmeno a controllare un pugno di mosche.
Ma cosa ha detto la Lamorgese.
Dopo aver farneticato frasi tipo “è stata adombrata” – che roba è – “l’ipotesi della possibile presenza” – più passibile che mai – “in piazza di agenti di polizia infiltrati tra i manifestanti”, “sento di dover escludere anche in questo inquietante retroscena”. Soggetto. Verbo. Predicato.
Ecco, nello spiegare “alcuni esagitati che intendevano provocare il ribaltamento di un furgone della polizia”, la Lamorgese si è così chiarita, con tanto di fogli in mano dai quali leggeva: “in realtà quell’operatore stava verificando anche la forza ondulatoria scaricata sul mezzo e che non riuscisse a essere effettivamente concluso”.
Boia. Roba grossa. Un petardo. Micidiale.
Roba da professionisti.
Che roba è “la forza ondulatoria scaricata sul mezzo”? “E che non riuscisse a essere effettivamente concluso”?
Al di là della comprensione del testo che risulta incomprensibile perché non c’è nulla da capire, è anche incomprensibile dal punto di vista della lingua italiana. L’analisi logica. Grammaticale. Quella del periodo. Peggio mi sento.
Secondo la Lamorgese quell’operatore in sostanza stava verificando la forza ondulatoria esercitata sul mezzo affinché non si ribaltasse.
Ma anche qui tradotto e interpretato non si capisce ancora un tubo.
Queste frasi sono rimbalzate nelle chat dei poliziotti che chiedono addirittura dei bandi per l’assunzione di verificatori della forza ondulatoria.
Ora, comprendo che chiedere a un ministro di parlare in italiano corretto sia impresa titanica ma almeno non farci prendere per il culo questo sì.
Vi auguro buonanotte

#sbetti

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