Giornalisti ai tempi del Coronavirus

Dal diario di Facebook dell’8 marzo

Ieri sera, con profondi stupore e delusione, sono rimasta molto colpita da alcuni post di amministratori locali che criticavano l’operato dei giornalisti, colpevoli di aver pubblicato la bozza del decreto.
Io se fossi in voi mi vergognerei.
Quella bozza riguardava un decreto clamoroso che avrebbe avuto un impatto non da poco nella vita di tutti noi.
Se un collega viene in possesso della bozza è nostro dovere pubblicarla.
Ma la cosa che ancor più mi stupisce e mi lascia sconvolta è che in tutte le testate online c’era scritto che quella appunto era una bozza. E che si sarebbe raggiungo l’accordo in serata.
Ma voi non avete capito nemmeno quello. Nemmeno li leggete gli articoli. Leggete solo i titoli. E nemmeno li capite.
Ci chiamate solo quando fate le piazze nuove, i giardini con i boccoli di rosa, le piazzette per le cacche dei cani o per il pascolo delle vacche.
Siete così talmente presi dal vostro io così superbo e onnipotente che non capite nemmeno dove finisce il vostro mestiere e dove inizia il nostro.
Siete così talmente ignoranti, nel senso che ignorate, che non capite nemmeno che se una bozza circola in giro è perché qualcuno all’interno del Governo l’ha diffusa.
Eppure. Eppure è sempre colpa nostra. Eppure è sempre colpa dei giornalisti. Eppure è sempre colpa dei giornali. Di quelli che non leggete. Di quelli che nemmeno sfogliate. E se sfogliate vi limitate a leggere i titoloni.
Stiamo vivendo un momento storico unico e indelebile, un cambiamento che sconvolgerà le nostre vite, che ce le farà amare di più mi auguro, un momento dove torneremo ad arrangiarci, a produrci le cose in casa, in questa Italia così presa a calci nel culo da tutti, stiamo vivendo un momento storico di questo tipo dove se non ci fossero i giornali a darvi le informazioni, vi affidereste a quei quattro pecoroni che commentano su Facebook pretendendo di avere la verità in tasca.
Perché vi posso assicurare che il momento non è bello. Che non avete la minima idea di quanta fatica si faccia in questi giorni. A mantenere la calma. E a fornirvi un servizio che sia il migliore possibile. Che sia il più onesto. Con la paura di tutti.
Non avete la minima idea di quanta fatica si faccia a raccogliere le informazioni, a mettere in fila i pezzi, a raccontare le disperazioni, a entrare nelle vite degli altri, a fare le interviste, a mettere in fila i dati.
E molte volte rischiando.
Ma voi. A voi non interessa nulla.
Voi volete i titoloni solo quando riguardano voi. Volete le paginate solo quando c’è la festa del gelato.
Non vi degnate nemmeno di spendere un euro per comprare il giornale di carta.
La mattina vi svegliate e se per caso ci siete, vi ritagliate il vostro bel quadretto. Lo mettete su Facebook e ne fate una storia.
Io spero che tutto questo vi serva a prendervi del tempo. A uscire dalle vostre case la mattina togliendovi quella presunzione addosso di sapere tutto.
E magari a spendere un euro per IMPARARE a leggere.
Perché spendete tanti soldi per aumentare i vostri like, ma l’intelligenza, quella no.
Quella non si compra.
Quella non aumenta mai.
Vi stimo.
#sbetti
#Coronavirus
#Storie2020

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