Pezzo uscito su Libero il giorno 16 luglio 2026

Un video di saluto e di commiato che suona come un editoriale. E che quindi riportiamo integralmente. “È finita – dice Mario Roggero – guardando dritto in camera. Sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari prima di costituirmi in carcere. Ho preso atto che i giudici di Roma hanno voluto condannarmi a 14 anni e 9 mesi di reclusione, come nei giudizi precedenti, quindi hanno voluto darmi l’ergastolo. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicino, tutti voi che mi siete stati vicino, sia materialmente che moralmente. E adesso dovrò passarvi il testimone, per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità sempre più dilagante. Un grande abbraccio a tutti voi, sarete voi la mia voce”. 

Poi l’ultima telefonata, prima di consegnare il telefono in carcere, la fa con noi. Mario Roggero è quasi in lacrime. “È finita”, ripete ancora. L’equilibrio si è rotto. Quel distinguo ben visibile al senso comune tra aggressore e aggredito, tra chi porta la violenza e chi a quella violenza reagisce, non esiste più. I giudici della prima sezione penale di Cassazione, ieri, hanno confermato definitivamente la condanna di 14 anni e 9 mesi al gioielliere di Grinzane Cavour, provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 si difese dopo una brutale rapina avvenuta nel suo negozio, durante la quale i criminali avevano anche minacciato la moglie e la figlia. Roggero impugnò l’arma, due banditi morirono, un terzo venne ferito. Quattordici anni e nove mesi per un uomo di 72 anni, lavoratore, marito, padre di quattro figlie, nonno di otto nipoti.vUna sentenza arrivata dopo cinque anni di processi e tribolazioni. E giunta ieri verso le 17 e 30, dopo una giornata a dir poco angosciante. Con i minuti che gocciolavano in un lento stillicidio, come quello di un rubinetto rotto che non ha nemmeno più acqua per dissetare.

ULTIME PAROLE

“Sto finendo di preparare le valigie”, ci aveva raccontato Mario Roggero ieri mattina. Erano le 10 e 39 minuti. Perché da questa sera – ieri per chi legge – Roggero dormirà in carcere a Bollate. L’ultimo pranzo di ieri, poi è stato un tormento. “Ho appena pranzato a casa. Non posso pensare sia l’ultimo in compagnia dei miei cari. Devo anche andare in negozio per fare le ultime cose”. Ma devi andare adesso? “Sì, ci devo andare assolutamente”. Quante volte l’ha usata, questa parola: “ultime”, “ultimi”, “ultima”, quante volte l’ha usata in questi giorni. L’ ultima seduta fuori sul terrazzo di sera, quando di giorno si crepa e dopo le dieci è possibile respirare. L’ultima consegna da fare. L’ultima commissione. L’ultimo caffè consumato con la moglie. Gli ultimi abbracci alle figlie. Gli ultimi saluti ai nipoti. “Nonno nonno – gli hanno chiesto i tre piccolini l’altro giorno -, se non vai in prigione ci porti a Gardaland?”. “Mi devasta questa cosa”, ha raccontato a chi scrive. Lui che si è sempre mostrato battagliero, combattente, lui che ha sempre difeso la sua famiglia, i suoi valori, la sua proprietà, frutto del lavoro di una vita intera. L’altro giorno in un lungo pianto è crollato. Perché quando ti capita una cosa così tra capo e collo, si crolla per forza. Ieri pomeriggio, prima dell’uscita della sentenza, era già in auto per farsi trovare pronto. Alle 13 di ieri l’udienza è finita. La procura generale della Cassazione aveva chiesto la conferma della condanna. Ed è arrivata, respingendo il ricorso presentato dai difensori dell’imputato. 

RICORSO A STRASBURGO

Il 3 dicembre scorso la Corte d’appello di Torino lo aveva condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per omicidio volontario plurimo e tentato omicidio. Una pena ridotta rispetto a quella inflittagli in primo grado, di anni 17. Nelle motivazioni depositate nel 2026, la Corte ha affermato che la legittima difesa non era applicabile, perché, secondo i giudici, al momento degli spari, l’azione dei rapinatori era già conclusa. Ieri, dopo la conferma definitiva della sentenza, gli avvocati del gioielliere, Stefano Marcolini e Sergio Novani, all’uscita dal Tribunale, hanno fatto sapere che Roggero “si costituirà oggi (ieri per chi legge, ndr)”, e infatti il gioielliere, come vi abbiamo anticipato, era già davanti al carcere con le valigie pronte. E i libri da leggere. “Più che altro argomenti spirituali”, ci aveva detto. Il suo avvocato Marcolini ha fatto sapere che Roggero è “deluso e arrabbiato, ma combattivo. Probabilmente potrebbe esserci qualche strascico a Strasburgo – hanno fatto sapere i legali – aspetteremo di leggere le motivazioni della sentenza, poi valuteremo il ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo”. Martedì scorso Roggero aveva lanciato un lungo appello dalla sua pagina Instagram, giunta ieri a 74mila followers, segno dell’affetto di cui è circondato: “Oggi sono nonno di otto meravigliosi nipoti e il mio sogno sarebbe stare al loro fianco per vederli crescere. L’idea di non poterci essere per colpa di un’ingiustizia mi fa stare veramente male”. E da ieri, da quando è stata emessa la sentenza, sono tanti sui social a essere dalla sua parte, a mostrargli vicinanza. Roggero ci sperava. Come ha sempre detto a chi scrive, sperava che “i giudici avessero un po’ di coraggio”. Speranza spenta ieri dalla telefonata del suo avvocato, a fine udienza, che ha cambiato tutto. Roggero era in macchina con la sua famiglia. È bastato il tempo dello scatto alla risposta per porre fine alla speranza e farlo piombare nella afflizione. Il carcere. Le celle. Così, come fosse un deliquente. Quando l’abbiamo chiamato per l’ultima telefonata, all’improvviso è scoppiato in lacrime: “Ora mi prendono il telefono”. Poi il silenzio.

Serenella Bettin 


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