
Non avrei mai voluto sprofondare in questo dramma, che mi sta martoriando il cuore, di un uomo di 72 anni che si vede l’ultimo quarto di vita ridotto, tradotto e condotto in carcere. Di quest’uomo che non vede la luce. Che si chiede se mai uscirà di lì. Se mai rivedrà la propria casa. Se mai dormirà di nuovo sul proprio letto. Se mai riuscirà a sedersi ancora sul suo divano. Se mai riuscirà a giocare ancora con i suoi nipotini. A festeggiare i compleanni. A curare il giardino come gli piaceva fare ogni domenica. Non avrei mai voluto sprofondare nel dramma di questo uomo che non sa se potrà sedersi ancora nel suo terrazzo a guardare le montagne che si stagliano all’orizzonte. Dio quanto era bello quell’orizzonte. Me lo ricordo quel giorno. Il cielo si apriva che pareva il paradiso.
Ma l’orizzonte di Mario in questo momento è un inferno. Sa di celle. Di sbarre. Di brandine dove dormire. Di tavoloni dove mangiare. Insieme con i delinquenti, quelli veri. Mario Roggero è stato condannato perché colpevole di essersi difeso. È stato condannato perché quel giorno, in preda al terrore, ha impugnato l’arma e per difendere se stesso, la moglie e la figlia, ha sparato. Non è una vendetta. Non è un’esecuzione. È la terra che ti trema sotto le gambe e vuoi solo sopravvivere.
Mario NON È ANDATO in cerca dei rapinatori. E li ha ammazzati ore dopo. Mesi dopo. Giorni dopo. La rapina è tutta lì. In quel momento. La vendetta è un’ altra cosa. È quando in un momento di lucidità ti vendichi. Ma Mario in quel momento non era lucido. E checché ne dicano i buonisti, quelli pronti a dar contro solo per acchiappare like e schierarsi dalla parte dell’ideologia che hanno scelto, perché tanto a voi non cambia nulla, ecco checché ne dicano i buonisti, auguro a voi di non provare mai quel terrore. E qualora doveste provarlo vi auguro di essere lucidi. Di mettervi a misurare con il metro se il bandito è vicino o lontano, se se ne sta andando, se ha un’arma giocattolo. Vi auguro di avere la fermezza con la mano che trema di potervi difendere “correttamente”. Perché in quegli istanti non ci sono misure. Non ci sono riflessioni. Non ci sono studi. Non ci sono teoremi di balistica forense che consulti su Google. In quegli istanti ci sei tu. E qualcuno che se spara per primo ti ammazza.
Mi stanno attaccando per confondo i giudici con la legge. Oh no. No. Avevo già scritto a suo tempo che la legge andrebbe cambiata. Ma i giudici hanno valutato probabilmente una persona lucida. E in quel momento Mario Roggero lucido non era.
E poi basta. Basta. Statevene zitti. Zitti.
Non riesco più a leggere tutti questi vostri post, di gente che non sa nulla della vicenda. Non sa nulla di Mario Roggero. Non sa niente di niente. Non ha mai parlato con Mario. E non l’ha mai guardato negli occhi. Non riesco più a leggere questi commenti vomitati nei social solo per acchiappare un po’ di like. Io Mario Roggero lo conosco bene. Dal male che ha ricevuto è nata un’amicizia fraterna. Ed è una delle persone più buone che conosca. Ma forse prima di scrivere dovreste provare a mettervi dall’altra parte. Cosa che non sapete fare. Perché dietro quegli schermi avete perso l’empatia. E l’umanità di cui tanto vi riempite la bocca.
sbetti
Scopri di più da Sbetti
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
