Post del 2 luglio 2026

2 luglio 2026

Noto che, con l’avvicinarsi del 15 luglio, abbondano gli editorialoni di chi si professa intellettuale ma vive distante dalla realtà anni luce, e che con le terga al fresco o al caldo, a seconda delle stagioni, partorisce i più lodevoli ed encomiabili ragionamenti. Qui passiamo “partito del fucile” – qualcuno l’ha soprannominato così, – alla maxi inchiesta sui fondi chiesti da Mario Roggero (avessero mai fatto una inchiesta in vita loro), ai sostenitori del pistolero, agli adepti del giustiziere, passando per quelli che gridano del ritorno alla “barbarie”, fino alla “giustizia fai da te”. Quale giustizia fai da te? Mario Roggero è il gioielliere di Grinzane Cavour, piccolo paese in provincia di Cuneo che il 15 luglio, a 72 anni, scoprirà se dovrà passare il resto della sua vita in carcere o meno. Qualora la Cassazione confermasse la condanna dell’appello a 14 anni e 9 mesi di reclusione, per Mario Roggero, quella stessa sera, si spalancheranno le porte del carcere. Una condanna all’ergastolo praticamente, anche perché – mi preme dirlo – se proprio fosse stato così pericoloso, se proprio fosse stato così da rieducare, perché non sono andati a prenderselo prima? Voi mi dite che hanno lasciato un soggetto pericoloso in giro? Dio mio che atrocità. Ma volevo insistere sul punto della giustizia fai da te. Non è che Mario Roggero si sia fatto giustizia da solo. Forse il concetto non è chiaro. Mario Roggero, quel giorno, quel 28 aprile 2021, si è difeso. La rapina ve l’ho raccontata tante volte. Non c’è nessuna giustizia da far West. La giustizia da cowboy ci sarebbe stata se Mario fosse andato in giro, dopo ore, mesi, anni, a beccare i delinquenti e li avesse fatti secchi. Ma la rapina, quando lui spara – la gente forse dovrebbe metterselo in testa – era ancora in corso. E si svolge lì, tra l’interno e l’esterno del negozio. Ci sono stata. Aperta la porta si è sul retro. Mario non è corso in cerca dei malviventi. Da quei video si vede chiaramente che lui esce dal retro, completamente stravolto e si avvicina all’auto. Poi per il timore che i banditi abbiano preso la moglie, quando vede il bandito che gli punta la pistola, lui spara. Quale sarebbe la giustizia fai da te? I video che tutti hanno rilanciato sui social, per settimane e settimane, e che la gente andava avanti e indietro a guardarseli, son stati ben montati. Perché si sa. Che un colpevole bisogna sempre trovare. Quanto ci sentiamo più forti vero? Quando troviamo un colpevole. Come se l’Universo si riequilibrasse. Ma soprattutto leggo di quei commenti sui social da voltastomaco. Quelli che condannano il grilletto facile, hanno la pistola facile nella tastiera del computer. Io più ci penso, e più per me è follia. Io ho vissuto il clima di terrore delle rapine in villa, so di cosa parlo. Follia che una persona di 72 anni, padre di famiglia, nonno di 8 nipoti, debba pensare se tra qui a 14 giorni, finirà in carcere. Sinceramente da cittadina italiana che paga le tasse mi sento offesa da questa giustizia. Mi sento profondamente indignata. Se poi scopro che i veri delinquenti sono liberi. Io pretendo di stare in un Paese che mi protegga, non che mi metta alla ghigliottina se per caso io proteggo me stesso e i miei cari. I banditi hanno scelto di rapinare. Hanno scelto di aggredire. E nel momento in cui sono entrati nella gioielleria con l’inganno e poi praticando la forza, si sono resi responsabili di qualsiasi conseguenza. Pretendo di vivere in un Paese sano. La mia libertà non può stare nelle mani di chi rinnega il dono della vita. E Roggero ha agito per sopravvivenza. Non vi dirò le solite frasi: “Dovreste provare”. “Vorrei vedere voi”. Io a differenza di chi grida al “partito del fucile”, so mettermi nei panni degli altri. 

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