Chiederete anche un euro per un bicchiere di plastica ma non mi risulta che abbiate alzate lo stipendio ai camerieri che sgobbano.
Questa roba dei piattini di condivisione a due euro è una roba di un disonore immenso. Per la categoria. E per l’Italia. Anche perché adesso il popolo si è svegliato. C’è internet. Hai voglia a nascondere simili obbrobri lucrativi.
L’altro giorno per dire sono andata al bar a bere un caffè e ho ordinato un caffè americano. Siccome dovevo prendere una bustina di vitamine, mi sono fatta dare dalla cameriera anche un bicchiere d’acqua. La stessa cosa ho fatto il giorno seguente in un altro bar. Nel bar del primo giorno, l’acqua mi è stata servita calda del rubinetto e quando ho detto che avrei gradito averla fresca e che l’avrei pagata me l’hanno messa in conto a un euro.
Nel secondo bar invece l’acqua mi è stata servita fresca e di bottiglia. Anche qui volevo pagarla ma non hanno voluto. Anzi. Vedendo che dovevo mescolare le vitamine con il cucchiaino, io mi stavo accingendo a mescolare la miscela con quello del caffè perché nella mia vita ho sempre evitato sprechi e da quando vivo a seconda di dove sosto, ti subentra quel principio salutare che è quello dell’economia domestica. Così ho detto alla cameriera che avrei usato lo stesso cucchiaino e lei mi ha detto: “Grazie”. Che parola sconosciuta.
Ora, questa cosa dei due euro a piattino per tagliarci un toast o per dividerci un piatto di pasta che costa 20, è una roba alquanto calunniosa e lugubre.
E non è questione di servizi. È questione di buon senso. Di rispetto per i clienti. Di rispetto per tutti quelli che ti danno da mangiare perché decidono di portare il proprio culo nel tuo ristorante. Non è la storia della torta Sacher a 10 euro e se non ti comoda puoi andare da un’altra parte. Qui è onestà professionale. Onore intellettuale.
Ho fatto la cameriera in un periodo della mia vita quando lo studio legale dove lavoravo mi sfruttava e di avvocati non ne volevo più sapere e anche uno stupido capisce che la pietanza fatta pagare 20 euro, in realtà costa 8 e il titolare, giustamente ci guadagna. Niente da dire, si paga il nome, il servizio, la pietanza, si paga l’arte e la maestria di chi compone e preparare quel piatto. Ma il piattino di condivisione. Ma il bicchiere di plastica. Ma l’acqua calda.
Ma tanto alcuni sono abituati così. E potrei dare una carrellata di esempi simili. Anzi forse è il caso che vi diate una frenata.
Locali che se chiedi di tenerti un dolce per festeggiare il compleanno della zia di Danimarca, il deposito te lo fa pagare 18 euro, con tanto di taglio ovviamente.
Locali dove se chiedi un bicchiere in più te lo mette in conto a un euro. Bar dove se chiedi un caffè americano te lo fanno pagare 10 euro. E vabbè ci può stare. Paghi il nome. Ma ci sono anche locali marci in paesi che sono buchi di culo e che se chiedi un caffè con un po’ d’acqua calda te lo fa pagare 3 euro e 50.
A Venezia ci sono locali dove se sentono che sei veneto il caffè lo paghi un euro e 10 e se sentono che sei straniero – una volta ho usato il mio dialetto innato marchigiano – te lo fanno pagare 4 euro. Quattro euro per un caffè manco buono. Così come ci sono locali che il coperto te lo fanno pagare 3 euro, da un euro sono aumentati di due. E altri locali dove se chiedi la ciotola per il cane ti fanno pagare pure quella. Ora, va bene le bollette, i rincari, la guerra, la crisi, il surriscaldamento globale e il fatto che non riusciate a raffreddare i locali; va bene anche la gente che ci scorreggia e ci respira dentro e appanna i vetri e non avete i deumidificatori o costringete le cameriere a lavorare senza aria condizionata, ma alcune di queste persone sono le stesse che col covid si lamentavano perché erano chiusi e avevano bisogno dei clienti.
Alcuni sono gli stessi che quando riaprirono le gabbie fecero le ferie, si presero il giorno di riposo, aumentarono i prezzi; questa gente – alcuni si intende ma una mela marcia nel vaso rovina anche il resto – è la stessa che non faceva uno scontrino manco a pagarlo oro e che quando ci fu la storia dei rimborsi pretendeva di percepire anche i soldi non dichiarati.
Ora va bene, la gente con voi è solidale, i commercianti, i gestori, siete l’anima dei nostri cuori così mondani e insoddisfatti, ma dinanzi a tutti questi aumenti, le paghe ai vostri dipendenti le avete aumentate?
O li fate lavorare per 7 euro l’ora e se consumano il toast per cena – ai miei tempi era così – gli scalate pure quello dallo stipendio?

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