Isis. Islam. La testimonianza di un ragazzo

donna-islamica

Il giorno dopo gli attentati di Parigi ho chiesto a un mio amico musulmano se avesse sentito del disastro. Mi ha risposto con un laconico “no”. Strano ho pensato, lui che è sempre così loquace. E poi, no?! Come no?! Così mi sono detta “povera illusa che ne sai tu dei musulmani. Che ne sai tu dell’omertà”. Lui mi ha spiegato che non era in casa, non aveva internet e nemmeno la televisione. Così ho pensato che anche a me una volta era successo, fuori dal mondo, cellulare staccato e non sapevo degli attentati di Londra. Ma io volevo una risposta, una risposta sull’ Islam. E la volevo subito.

Volevo qualcuno che mi dicesse che non mi ero sbagliata, che esiste un diverso Islam. Così come tradita dalla sua amicizia gli ho detto che mi doveva una spiegazione. La sua risposta è stata incisiva, fin troppo. “Questi sono dei bastardi, dei bastardi punto – mi dice – prova a chiederti chi li finanzia. Chi finanzia l’Isis? Da chi prendono i soldi? La maggior parte di loro non lavora, dove trovano i soldi? Da chi arriva l’arma? Questa è una grande domanda. Ma i musulmani non sono Isis”.

Il contrabbando del petrolio – fonte La Stampa  – fa intascare all’ Isis un milione e mezzo di dollari al giorno. Il commercio del petrolio è la terza voce del bilancio miliardario di questa organizzazione criminale. E un rapporto Rand 2015 – sempre fonte La Stampa – calcola che se 100 milioni di dollari l’anno arrivano dal petrolio, 600 arrivano da tasse e imposte che gli aguzzini beccucci neri fanno pagare agli otto milioni di cittadini che vivono sotto di loro. Una guerra interna, l’ Isis combatte i musulmani stessi.

Ma allora chi sono quelli dell’Isis? L’Isis è un movimento politico e militare che, dicono i più, si affida a una interpretazione radicale dell’ Islam, ma in realtà l’ Isis o meglio il Daesh che altro non è che l’acronimo arabo di al-Dawla al-Islāmiyya fi ‘Irāq wa l-Shām (“Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, o “della Grande Siria”) è tutt’altro che questo. Non è Islam, è un’altra cosa.

Perché i musulmani non appartengono all’ Isis?

“Ho visto dei militari pakistani – continua il mio amico – uccidere queste persone e quando gli hanno tolto i vestiti avevano tanti tatuaggi. E i musulmani non hanno tatuaggi”.

Perché non hanno tatuaggi? “Perché nella nostra religione – Nostra religione – quando due persone si sposano e fanno sesso per la prima volta devono fare una doccia particolare e con i tatuaggi non puoi farla. Questi assassini con i musulmani non c’entrano niente, anche noi in Afghanistan combattiamo l’Isis perché questi vogliono distruggere e ammazzare tutto e tutti”.

Si, ma perché lo fanno? “Dicono che lo fanno per il loro paese, perché gli americani vengono a distruggere il loro paese e quindi è obbligatorio proteggerlo. (mi sorprendo a lui che dice loro paese). Poi non so cosa vogliano ancora. In Afghanistan dicono che gli americani vogliono prendere il nostro (nostro) paese e loro non vogliono, ma in moschea non dicono queste cose, ti insegnano solo il Corano”.

A te da piccolo cosa dicevano sul Corano? “A me non hanno mai detto di ammazzare qualcuno, anche perché uccidere un cristiano o un musulmano significa uccidere tutta l’umanità”.

Ma nel Corano c’è anche scritto – Sura II – che “per chi non crede un duro castigo li attende”. Nella Sura III è scritto che Allah è terribile nel punire e chi disobbedisce ad Allah sarà immerso nel fuoco – Sura IV, 14-.

“No – mi risponde lui – da piccolo ti insegnano le cose semplici, semplici. Un bravo musulmano deve pregare cinque volte al giorno. Leggere il Curano, rispettare i vecchi. Amare i bambini, aiutare i poveri”. Pregare cinque volte al giorno? “Si, alle 5 del mattino, poi alle 13, alle 16, alle 17 e 19. Ma dipende dalla stagione, d’estate si cambia orario. La preghiera dura dieci minuti. Poi ancora un bravo musulmano non deve bere vino, non deve mangiare maiale e non deve scopare”.

Non deve scopare?! Fumare si può? “Si, fumare si può, ma per il sesso un musulmano può farlo solo con la moglie, non con le moglie degli altri, non può toccare le donne degli altri”.

Incazzata lo blocco, sto per andarmene e gli dico che la donna è donna, la donna non è di nessuno. Lui si corregge, mi chiede scusa e mi dice “scusa, il mio italiano, intendevo la moglie di qualcuno”.

Nel Corano alla Sura IV, 15, incalzo, c’è scritto che “se le donne hanno commesso azioni infami confinate quelle donne in casa finché non sopraggiunga la morte”. In verità poi penso che anche l’ Antico Testamento dice una cosa simile quando afferma “con una moglie malvagia è opportuno il sigillo – 3 AT Siracide, 42, 6.

Ma l’amicizia tra uomo e donna da voi esiste? Tu puoi uscire una sera con una tua amica senza farci niente? “In realtà nel 2015 si fa tutto – dice – le persone lo fanno anche di nascosto. Ci sono anche i video su youtube – sorride – ma in teoria non si potrebbe fare. Fino a che due non sono sposati non si può fare nulla cara mia – (anche qui in verità c’è la castità prima del matrimonio se proprio vogliamo dirla tutta).

Ma tu puoi uscire con una donna? “No, non è possibile – dice – perché se ti becca il fratello è un disastro. Vedi – mi spiega – il nostro problema è che voi siete più avanti anni luce rispetto a noi. Da noi non si può fare niente. Alcuni scappano perché ci sono cinque religioni e molti sono duri, spietati. Controllano tutto e tutti. Adesso è l’Isis che controlla tutto e che semina morte e distruzione”.

Forse questo il mondo occidentale non ha capito, che l’Isis è uguale all’ Islam nelle prime due letterine. Poi bisognerebbe capire cosa viene dopo.

L’ Occidente vede minaccioso l’avanzare dello Stato Islamico ma questo non è nemmeno uno Stato, è organizzato come uno Stato, anzi forse meglio, ma non è uno Stato.

“Quello che sta succedendo in Iraq non ha niente a che vedere con l’Islam, […] si tratta di un’altra religione – aveva detto il professore Jean Pierre Filiu in una intervista alla rivista Oasis – le persone entrano a far parte dei ranghi di Daesh come se si convertissero a una religione, sia perché non ne avevano una propria in precedenza, sia perché, provenendo da una famiglia musulmana, abbandonano l’Islam dei loro genitori, famiglie, culture per volgersi a un presunto “vero Islam” che in realtà è una nuova religione. […] Daesh attrae una frangia che è già radicale. Non ci si radicalizza per mezzo di Daesh, lo si è già in partenza. L’Islam è l’Islam. Daesh è un’altra cosa”.

http://www.cittanuova.it/c/443594/L_Isis_non_islam_ma_un_altra_religione.html

SBett

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