
Ieri ho letto che il capo dell’Anm (Associazione nazionale magistrati), Giuseppe Tango, 44 anni, giudice del lavoro ed esponente di Magistratura indipendente, con un tango pazzesco, ha definito la condanna a Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in carcere dal 17 luglio scorso, ossia da 104 giorni, “una pena assai mite”. Dicendo che il gioielliere ha inseguito delle persone in una piccola strada – errore vostro Onore, i banditi erano appena usciti dalla gioielleria e Roggero non ha inseguito proprio nessuno – e ha sparato loro alle spalle come neanche nel FarWest. Ora a parte il fatto che il Farwest – vostro Onore mi perdoni – ma è quello creato e voluto, ripeto voluto, dai rapinatori; ecco a parte questo, quelle persone non erano passanti che transitavano di lì per caso, non stavano portando a passeggio il cane, o via le immondizie, non erano curiosoni o clienti in visita da Mario, erano persone che quel giorno hanno scelto deliberatamente di andare ad aggredire e far del male.
Il presidente dell’Anm poi dice anche che il pericolo era cessato. Ma non capisco da dove venga questo eccesso di presunzione. Se il pericolo fosse cessato o meno bisognerebbe chiederlo a chi quel momento l’ha vissuto. Altrimenti tutte le teorie sulla empatia, sul provarsi a mettersi dall’altra parte, che vengono propalate a destra e a manca, non reggono. E se reggono, questo eccesso di empatia, elargito molte volte anche a chi non merita, non può essere solo a targhe alterne. Non ci si può solo mettere dalla parte dei rap1natori.
Ma son rimasta colpita anche dal fatto che il magistrato sia intervenuto sul tema degli scontri nelle piazze, dicendo che l’unico strumento non può essere la repressione. Grazie. Lo sappiamo. Ma mi pare che con la prevenzione, i diktat di inclusione eccetera eccettera non si stiano ottenendo chissà quali risultati. Di ieri è la notizia che un 15 enne a Torino ha preso a calci e ganci un professore, lanciandogli dietro una sedia, facendolo finire in ospedale. Nessun commento invece su quei ribelli fermati dalle forze dell’ordine durante le proteste, ma a piede libero dopo nemmeno 24 ore. È accaduto a Padova . Come altrove. E son gli stessi giudici che oggi hanno liberato Youssef Siher, accusato di istigazione per delinquere aggravata dalle finalità terroristiche e di partecipazione violenta alle manifestazioni pubbliche per aver creato sui social il “Movimento 17 ottobre”. La gip ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per tenerlo in carcere. Ora per carità, mi direte, i casi son diversi. Grazie tante, ci arrivo anche da sola. Mario Roggero è in carcere in seguito a sentenza definitiva. Invece qui c’era solo un capo di accusa, e il gip, anzi la gip, che era pure tra i giuristi per Gaza, ha deciso di scarcerarlo.
Ma come lo spieghi alla gente in giro? Come lo spieghi alle persone che un cittadino di 72 anni che si è difeso sta finendo i suoi giorni in galera – perché checché ne dica Tango, 14 anni e 9 mesi per un uomo di 72 anni significano praticamente l’ergastolo – e invece chi ha sfasciato le città, o le vetrine dei commercianti, o chi ha inneggiato a quelle proteste, a poche ore dai fatti è a piede libero. Io francamente, quando mi chiedono perché Mario Roggero sia in carcere, e tanta altra gente che invece in carcere ci dovrebbe stare no, non so cosa rispondere. Mi sento in difficoltà. Perché credo che chi è chiamato a far vivere la giustizia, ma a sto punto a far sopravvivere, debba dare delle risposte. In primis ai cittadini.
E sì Tango, la repressione non è sempre la soluzione. Ma qui mi pare che il pugno duro sia stato usato solo contro un uomo di oltre 70 anni che quel giorno stava facendo il suo lavoro.
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