È mercoledì 26 febbraio 2025. I carabinieri di Voghera chiamano Andrea Sempio per invitarlo in caserma per una notifica. Sono le 15.33.
Lui non lo sa, ma il telefono e la sua auto sono già sotto controllo dai carabinieri di Milano che stanno svolgendo l’indagine. Capisce subito che la notifica riguarda il delitto di Chiara Poggi. “Porca put… ancora con questa storia – dice in auto – che c… hanno trovato”.
Dopo un po’ esce per andare a buttare la spazzatura “in alcuni bidoni dell’indifferenziata”. Poi si dirige verso il centro commerciale dove lavora. E si ferma nell’isola ecologica. Non sa di essere seguito. I carabinieri sono dietro di lui. E quando Sempio se ne va, individuano il sacchetto gettato e lo recuperano. All’interno un foglietto a quadretti scritto su entrambi i lati. Da un lato gli approcci da usare con le donne. Dall’altro parole buttate qua e là, poco comprensibili agli occhi di chi legge , che riconducono, secondo gli investigatori, all’omicidio di Chiara Poggi. In alto un titolo: “Inizio scoperta”. Poi altre parole: “da cucina a sala”, “cane”, “campanello”, “finestra da fuori” e una parola invece alla fine comprensibilissima “assassino”. Un foglietto che dirà un conduttore televisivo si riferiva alla scaletta teatrale di uno spettacolo.
Nel documento dei carabinieri di Milano però vengono messe in fila le accuse contro Sempio. Ovviamente non sono una condanna, non sono sentenze, questo bisogna ribadirlo. Le 300 pagine di informativa sono una lastra della sua mente. Appunti, sfoghi, sogni violenti, riflessioni, pensieri lasciati lì a casaccio, ossessioni, ricerche compulsive sul web. Ma prima del 2017, l’anno dopo la prima indagine su di lui, nulla. Come se la vita di Sempio prima di allora non esistesse. Una coincidenza abbastanza significativa secondo l’accusa, soprattutto da chi getta un computer ma conserva uno scontrino. Ma sono i soliloqui, i discorsi che lui compie in auto con se stesso, che offrirebbero, sempre secondo gli inquirenti, un’altra scrittura al delitto di Garlasco. Questi oltre al dna sotto le unghie della vittima – esattamente nella mano destra, sul mignolo e sul pollice – all’impronta 33, al presunto tentativo di corruzione, fino all’alibi del ticket del parcheggio di Vigevano, smontato dagli inquirenti. Quella mattina le celle agganciano il telefono di Sempio sempre a Garlasco e in una intercettazione si scopre che “lo scontrino”, come lo chiama il padre Giuseppe, glielo aveva fatto la madre. Ma secondo la difesa la frase del padre non sarebbe provata.
Poi il movente. “A fronte del rifiuto di vederlo – sostengono gli investigatori – Sempio si è recato direttamente a casa della vittima che lo ha fatto entrare in casa, senza preoccuparsi del fatto di essere in pigiama, né tantomeno di possibili rischi”. Il rifiuto quindi che fa nascere “una reazione esplosiva improvvisa, che si accende quando la vittima lo scaccia e tenta di sottrarsi, trasformando quella tensione crescente in uno scontro fisico”. Il 14 aprile 2025, Sempio intercettato sembra dire, sempre secondo gli inquirenti, di aver cercato Chiara al telefono. “E lei mi ha messo giù… e ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (…) cioè è stata bella stronza”. I suoi legali sostengono che stesse commentando un podcast.
Poi quei filmati intimi. “Anche lui lo sa…”. Lui chi ? “Perché ho visto… dal suo cellulare, perché Chiara non in… con quel video… e io ce l’ho… dentro la penna”. Quale penna? E soprattutto come faceva Sempio a sapere che Chiara avesse trasferito il video sul telefono?
Ma c’è un’intercettazione che potrebbe rafforzare il quadro accusatorio. È il 12 maggio 2025. Sempio è ancora intercettato e in uno dei suoi soliloqui dice: “Quando sono andato via io… il sangue c’era”.
Una frase che potrebbe essere confessoria ma che, dicono i suoi legali, se letta per esteso è la “rappresentazione di un verbale di Stasi che risponde alle domande a lui rivolte dagli inquirenti” dopo il delitto, per spiegare il motivo per cui le sue scarpe erano “intonse” sebbene fosse stato lui a trovare il corpo senza vita della sua fidanzata in un lago di sangue.

Ovviamente quelle che avete appena letto sono le intercettazioni e le interpretazioni date dagli inquirenti. Ora la difesa di Sempio vedrà il da farsi.

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