La guerra degli orsi. La guerra agli orsi

Mi sono messa in contatto con il ministro sloveno. Sentite cosa mi ha detto 👇

Su La Ragione.

La guerra agli orsi. La guerra degli orsi. Gli orsi in guerra tra loro. L’uomo anche. È il difficile equilibrio della natura che si scardina, si scombussola, si destabilizza. Gli orsi sono orsi. Gli umani sono uomini. A tratti umani. A tratti no.La vicenda del runner Andrea Papi aggredito in Trentino dall’orsa Jj4 sta rivalutando il rapporto tra la natura e l’uomo, sta infiammando i salotti televisivi, sta facendo berciare il popolo del web e facendo scrivere fiumi di inchiostro. Il presidente del Trentino Maurizio Fugatti ha firmato l’ordinanza di abbattimento dell’orsa che ha aggredito Papi e si è ritrovato gli animalisti sotto casa. L’orso nella regione è stato importato. Un progetto avviato nel 1999 e pagato con i soldi pubblici. A quanto pare fallimentare. Gli orsi si sono riprodotti, ben oltre le aspettative, e ora sono il doppio. Già. Mica sono marionette gli orsi, che dove li metti stanno. Sono esseri viventi, nascono, crescono. Gironzolano e ballonzolano macinando chilometri. Ma soprattutto si riproducono. In Slovenia si sono riprodotti così talmente tanto che il ministero delle Risorse naturali, il 13 aprile scorso, ha deciso di procedere all’abbattimento di 230 orsi bruni. Noi della Ragione ci siamo messi in contatto con il ministro UroÅ¡ Brežan. “L’orso bruno – spiega – svolge un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità in Slovenia”.Ma allora perché intervenire? “Prima di prendere questa decisione, il ministero ha preso in considerazione tutte le altre opzioni per la prevenzione dei conflitti”. Ma “poiché né la rimozione da un’area specifica e il trasferimento in un altro ambiente naturale, né il contenimento in cattività sono opzioni possibili, per un numero così elevato di orsi selvatici, l’abbattimento è stato scelto come unica alternativa disponibile. Lo scopo principale di questa decisione difficile, ma accuratamente e sapientemente ponderata, è stato quello di prevenire gravi danni e di proteggere la salute e la sicurezza umana”. 

La proposta di abbattimento è stata avanzata dal Servizio forestale sloveno e, sembra un paradosso, dall’Istituto per la conservazione della natura. Un ossimoro. Un istituto atto a tutelare la conservazione della specie che propone di abbattere la specie stessa. Eppure, ci spiegano, hanno preso in considerazione il parere di esperti della facoltà di Biotecnica dell’Università di Lubiana. Il professore Klemen Jerina ha spiegato che “con l’abbattimento di quest’anno ci avvicineremo al numero di 800, un obiettivo che garantirebbe una coesistenza gestibile”. Secondo le stime degli esperti, la popolazione degli orsi bruni, nella primavera scorsa, ha raggiunto quasi 1100 esemplari. Ma si sa, gli orsi sono numeri, i morti anche. Vengono riconosciuti grazie ai codici di identificazione. E non hanno manco un nome. L’abbattimento, consentito solo in determinate aree, sarà selettivo, “distribuito per categoria di massa corporea”. “Il ministero, comunque – ci dicono – continuerà ad attuare tutte le misure per la protezione di questa specie, compresa la conservazione del suo habitat”, per favorire “un elevato livello di coesistenza tra orsi bruni e persone”. Sarà mai possibile?

Serenella Bettin