Libero 12 giugno 2022

Dobbiamo dire grazie all’integrazione fallita e al principio di impunità se a Peschiera del Garda, il 2 giugno scorso, abbiamo assistito a scene di saccheggio da parte di immigrati nordafricani. La maggior parte delle volte chi commette questi reati non viene punito, perché in Italia è passato il concetto che qui, puoi venire a fare quello che ti pare, tanto nessuno ti fa niente. Noi di Libero abbiamo provato a contattare qualcuno che era al maxi raduno del 2 giugno. La “Giornata Africa”. Ma questi vandali sono così talmente paurosi che se chiedi: “Eravate anche voi a Peschiera?”, ti rispondono di no. Che i video li hanno avuti da “amici di amici di un altro amico”. E che “si organizzano per fare casino”. “Bella Bro – scrive uno su TikTok – il tuo video è finito nel video di Salvini”. Bro sta per fratello. Brother. Compagno. Parlano così quelli che il 1900 non ce l’hanno manco scritto sulla carta d’identità. E dopo essersi riversati come barbari a Peschiera, stanno organizzando un raduno per Riccione. Non solo. Dai commenti sul social cinese – questi non usano nemmeno Instagram, siamo già passati a un livello ulteriore – figurano: “Riccione, Bolzano, Chioggia”. “Venite anche in Sardegna”, scrive qualcuno. “Peschiera era solo l’inizio”. E poi ancora: “Colonizzazione in Italia”. “A Peschiera è stato solo un assaggio – scrive Yass – ci becchiamo tutti a Riccione”. “Peschiera era il riscaldamento – scrive Charaf di Milano – vedremo a Riccione come sarà”. A Riccione già c’erano stati l’anno scorso. Era fine agosto. In trenta, sempre per la maggior parte minorenni, sempre africani, avevano devastato la città dopo un concerto annullato. Il concerto era quello di un rapper, tale Baby Gang, che già il nome dice tutto; origine marocchina, particolarmente apprezzato tra le loro cerchie, che nella rassegna foto di Instagram ha pistole, diti medi alzati, prese in giro di poliziotti, e che doveva esibirsi a Riccione ma il cui evento era stato annullato. Si vanta di essere il primo artista detenuto a girare un video col telefonino dal carcere. E quando saltò il concerto disse: “Tornerò a zanzare i turisti in spiaggia perché così non vado avanti”. “Zanzare” nel turpe linguaggio giovanile sta per “derubare”. In quell’occasione ragazzi nordafricani saltarono sulle auto parcheggiate, lanciarono sassi, regalarono scene talmente surreali che turisti e residenti dovettero barricarsi dentro gli hotel o le case chiamando i soccorsi. Ora per il raduno di Riccione, che dai commenti che si leggono pare sia il 18 giugno, si teme il peggio. Tanto che il questore di Rimini Rosanna Lavezzaro già per oggi ha sguinzagliato i suoi uomini. La questura sta passando al setaccio i social network per seguire il tam tam virtuale del branco. Anche le stazioni di Rimini e Riccione saranno sorvegliate speciali e ci sarà un impiego cospicuo di forze dell’ordine con tanto di taser, anche perché ci sono le consultazioni elettorali e le gare di Superbike.

Riccardo De Corato, l’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, ha chiesto l’intervento del ministro Luciana Lamorgese. “Le bande di minorenni che imperversano sulla città di Milano si spostano in massa. Mi auguro che il ministro dell’Interno intervenga preventivamente”. Anche il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha chiesto un tavolo. “Serve una regia nazionale. I fatti si moltiplicano”. Il leader della Lega Matteo Salvini, riprendendo i video dei buontemponi, ha scritto: “Se questi bravi ragazzi non si trovano bene da noi possono pure andare via dall’Italia, insieme a “genitori” complici o distratti. La Lega chiede che ministro, prefetto e questore evitino altro caos. Questa gentaglia non può rovinare l’estate a gente che lavora”.

Serenella Bettin