
L’affondamento della nave russa Moskva ha fatto girare le palle a Putin.
Tanto che se prima pareva interessato a qualche negoziato di “pace” – ammesso che così si possa chiamare quella cosa per cui si stringono le mani in mezzo ai morti – ora le negoziazioni sarebbero arrivate a un punto di non ritorno.
A Putin non interessa più fare la pace.
Sbigottito, frustrato, provato e moralmente travolto dalla resistenza ucraina che fin dall’inizio si è armata con cocktail di molotov, ha deciso che qualcosa di questa terra disgraziata deve pur prendere. E per salvarsi la faccia, un modo per uscire vincitore davanti agli occhi del mondo lo deve pur trovare. Non ha capito che comunque resta un perdente.
Ora, mentre si fa fotografare col cero in mano, inchiodato su se stesso, lo sguardo lapidario e di ghiaccio, nella cattedrale del Cristo Salvatore, in occasione della Pasqua ortodossa, la gente muore sotto le bombe.
Ci sono 24 navi russe ma anche sottomarini che minacciano nuovi attacchi missilistici dal Mar Nero. E a Odessa, bersagliata con missili a lungo raggio è alta precisione, si temono nuovi bombardamenti. Sabato un palazzo di 15 piani è stato bombardato in pieno giorno. Tra i morti c’è anche un neonato di tre mesi. Che significa che quando è scoppiata la guerra di mesi ne aveva uno.
È qui che punta Putin. Per il principio per cui in guerra e in amore tutto è permesso, e se vuoi una cosa poi ne vogliono un’altra e un’altra ancora, e poi un’altra fino a che ti sentirai talmente sfibrata da ridurti un ossetto, l’obiettivo non è solo il Donbass, “il granaio d’Europa”, la regione orientale, ma anche il Sud. A partire dal porto di Odessa.
Così facendo infatti si isola l’Ucraina. Uno sforzo ampio per togliere all’avversario qualsiasi sbocco sul mare strategico. È stato il vicecomandante generale Rustan Minnekaev a indicare le prossime tappe. Conquista totale della parte sud. Creazione di un corridoio tra la Crimea e il Donbass. A questo serviva Mariupol. E spinta fino alla Transinistria al confine con la Moldavia.
Ora. Ho letto che per la Pasqua ortodossa è tradizione dipingere le uova e giocare a sbattersele fra di loro. Vince chi possiede l’uovo che non si rompe. Tutti sperano che si rompa quello di Putin.
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