Esiste un posto a Venezia che è calma. Tranquillità. Quiete. Lentezza

Ghetto ebraico Venezia

Esiste un posto a Venezia dove si respira un’aria avvolta da una quiete particolare.
Appena fatto il ponte delle Guglie e oltrepassata la trattoria Pontini, se ti incanali dentro una calletta chiamata Calle Ghetto Vecchio subito vieni avvolta da una sensazione di pace surreale.
Calma. Tranquillità. Quiete. Lentezza.
Il fragore e l’eco assordante dei turisti vengono sostituiti con la camminata lemme lemme e le parole lente di persone in fila indiana che si dirigono verso uno dei quartieri più spirituali della laguna.
Il Ghetto ebraico.
Il ghetto più antico d’Europa e al mondo.
Un rettangolo piccolo e raccolto della comunità ebraica con i musei, gli alti edifici, le sinagoghe, i ristoranti kasher, le botteghe artigianali. Ci sta anche uno che cerca “un portaceste a chiamata”. Vedi foto. Che roba sarà mai un portaceste a chiamata.
Mimetizzate poi tra gli alti palazzi poi ci stanno le serie di cinque finestre delle sinagoghe. Stanno in alto all’ultimo piano perché al di sopra di quelle non ci deve essere alcun terreno.
È qui in questo ghetto che vennero chiusi gli ebrei. Una piazza, Gheto Novo che è il più antico, circondata di palazzi tinti di giallo rosso e marrone alcuni ammuffiti altri candidi perfetti dove ancora ci stanno i balconi verdi aperti con la gente che si affaccia. Un luogo singolare. Antico. Un viaggio nel tempo. Dove la gente siede sulle panchine. Consuma qualcosa all’aperto. Dove davanti la Casa israelitica di riposo passeggiano i vecchi con la schiena ricurva e la kippah in testa. Dove la gente si saluta. Porta rispetto. Scatta qualche foto. Dove sotto i capitelli di quei palazzi tinti di giallo rosso e marrone alcuni arrugginiti altri ammuffiti altri candidi perfetti ci stanno i bambini che giocano a nascondino con i genitori. Dove ci stanno le stampe piene di gatti Veneziani. Un lavacro. Una sorta di bagno nella pace. Poi oltrepassato il ponte riprende la via dei localini, cicchetti Veneziani, dove la gente si stende al sole…

#sbetti

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