
Vi avevo detto che vi avrei raccontato la verità sull’aggressione subita mentre, con la troupe, giravo un pezzo a Padova in zona stazione.
Ebbene. Ne ho scritto su Il Fatto Quotidiano.
E anzi in fondo al pezzo vi allego anche l’articolo uscito sulla Rivista Ossigeno, che riprende il post che ho scritto quella notte su Facebook presa dallo scoramento per un lavoro che sta diventando sempre più difficile.
Quando è uscita la notizia, quello che volevo evitare era proprio il vomito riversato nei social, dai molluschi da salotto che commentano dal divano di casa al caldo.
Sono rimasta molto perplessa. Alcuni commenti mi hanno anche infastidito, perché come al solito quando la gente che non vede oltre il proprio naso, ha letto che l’aggressore era colombiano, apriti cielo.
È partita la caccia allo straniero degna della nostra più becera arroganza e della nostra più volgare presunzione di supremazia.
“Ecco! – hanno sentenziato i molluschi da divano – Se non fosse venuto in Italia”. “La colpa è dei giudici!”. Addirittura, come sta accadendo ora – squallidamente – con la famiglia nel bosco, qualche buontempone da tastiera ha decretato che anche questo è un caso per dire sì al referendum.
Ma mi spiace spiace per i convinti dall’ “invio” facile che non conoscono altro linguaggio se non quello dell’odio e della violenza – anche quella verbale è violenza – perché stavolta non è colpa dell’immigrazione. Dei clandestini. Dei giudici. Degli sbarcati a Lampedusa. No.
Anzi. Questa persona aveva anche un’ordinanza emessa dal magistrato di sorveglianza che ne imponeva la “reclusione” in una Rems. Ordinanza mai eseguita.
Ma soprattutto quella sera a Padova, vedi il karma, due ore prima della nostra aggressione, il prefetto aveva prolungato la zona rossa. Grandi titoloni il giorno dopo: “Stazione blindata”. “Zona rossa fino a maggio”. Peccato che proprio lì, lì in zona rossa, noi siamo stati aggrediti.
E siamo rimasti dieci minuti in balia del balordo, prima che qualcuno intervenisse.
Uno si immagina che la zona rossa sia presidiata, controllata, piantonata, invece puoi anche prenderti un pugno in muso, senza che nessuno ti difenda.
Una volante della Polfer poi ci è venuta in soccorso. E sono scattati Daspo e due Dacur al soggetto. Quando me ne stavo andando uno dei poliziotti mi ha detto: “Magari la prossima volta se dovete venire in stazione fatevi accompagnare. E quando fate questi servizi avvisateci sempre”.
Prego? Ma allora a che serve la zona rossa? A chi serve? A far propaganda?
Anche perché qui la storia è ben diversa. L’aggressore, F., è un ragazzo adottato in giovane età da una famiglia veneziana. Dal 2023 è sotto la tutela di un amministratore di sostegno, l’avvocato Alexander Guedj. Il quale mi ha detto e dimostrato che per mesi ha segnalato la pericolosità del suo assistito a tutte le autorità competenti e per iscritto.
Sapete chi lo ha cagato? Nessuno.
Una persona, F., che andrebbe aiutata. Nel 2024, gli venne riconosciuto il vizio parziale di mente e gli venne applicata la libertà vigilata. Nel novembre 2024 il gip dispose il ricovero in Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Ma l’ordinanza venne eseguita otto mesi dopo.
Otto mesi dopo.
Il 23 ottobre 2025, il magistrato di sorveglianza di Padova ha disposto “la misura della casa di cura e custodia per anni due da eseguirsi in Rems”, dichiarando “non cessata la pericolosità sociale”. L’ordinanza prevedeva che pm e dap provvedessero “con la massima sollecitudine”, ma a questa ordinanza nessuno ha mai dato esecuzione.
Il 4 febbraio scorso, il suo legale ha inviato un sollecito urgente a tutte le autorità competenti chiedendo il ricovero coatto per il pericolo di esporre la “collettività a possibili condotte antisociali e pericolose”. Nessuno ha risposto.
Dopo 14 giorni, F. ci aggredisce.
Ora ditemi. Di chi è la colpa? Degli immigati? Dei giudici? Perché le cose, prima di sparare cazate bisognerebbe conoscerle. Ma per conoscere bisogna studiare.
sbetti

Link Fatto Quotidiano 👉 https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/08/padova-stazione-la-zona-rossa-e-solo-propaganda-e-non-sicurezza/8316855/
Link Pezzo Ossigeno 👉 https://www.ossigeno.info/il-nostro-lavoro-e-sempre-piu-difficile-dice-la-cronista-aggredita-a-padova/

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