
L’altro giorno sul Corriere della Sera a firma di Alessandro Fulloni ho letto una notizia agghiacciante. A Modena ci sono i senzatetto che dormono nei loculi vuoti del cimitero. Loculi usati come giacigli, qualche cuscino, una coperta e dormono lì al freddo. Questa notizia mi ha lasciato parecchio inorridita. Soprattutto se penso che è notizia di poche settimane fa che il nostro vicepremier Matteo Salvini avrebbe acquistato una villa a Roma da 28 vani per 1,3 milioni di euro. Scontata poi non si sa. Ed è notizia di qualche anno che la premier Giorgia Meloni si sarebbe comprata la villa con piscina da un milione di euro. Stessa cosa avrebbe fatto Matteo Rendi comprandosi, una villa sempre da 1,3 milioni di euro.
Così mentre migliaia di famiglie e giovani non riescono a permettersi nemmeno un affitto dignitoso, la nostra classe dirigente compra ville di 28 vani. E questa non è invidia. Non è rosicare. Non sono le teorie dell’equa redistribuzione del reddito. Queste si chiamano ingiustizie. Ed è il modello del governo di questo Paese. Privilegi per pochi eletti. Lussi, sfarzi, mentre il resto del mondo si impoverisce. Alla nostra classe dirigente non interessa niente che un povero viva al freddo, al gelo, che non abbia i soldi per pagare affitto e riscaldamento. Loro non pensano che ai loro interessi. Quando abitano le fila del potere il resto del mondo non conta niente.
In Italia ci sono 4 milioni di persone in povertà abitativa. Ci sono quasi 200 mila famiglie in attesa. Ci sono case popolari sfitte, vuote, murate, i comuni le murano perché anziché metterci dentro le famiglie che hanno bisogno, preferiscono trincerarle con il cemento. Viste io con i miei occhi le case murate. Quando ci sono donne uomini e bambini che dormono fuori al freddo. La metà degli immobili delle case popolari è vetusta, ha quasi 50 anni, una volta sono entrata dentro una casa che fra poco cado all’indietro, pioveva dentro, era piena di infiltrazioni e muffa. Sfido chiunque a non ammalarsi lì dentro. Ci sono comuni che nemmeno fanno più i bandi. Zero assegnazioni. Gente in lista da anni con dieci milioni di appartamenti vuoti. Per non parlare degli affitti alle stelle. Un buco di culo a Roma, con il letto accanto alla doccia, costa 780 euro. Un obbrobrio senza finestre, che mi chiedo come facciano a metterlo in affitto – io segnalo tutti perché non è manco legale – costa 800 euro. Uno stambugio di 25 metri quadri con il cesso accanto alla cucina costa 1100 euro. Una catapecchia in centro, senza manco la doccia perché tiri giù un sifone e tiri una tenda, costa 600 euro. E non va meglio a Treviso, a Milano, a Bologna. Contadini arricchiti. Proprietari sempre più avidi che fanno i soldi sulle spalle dei deboli. Perché in questo Paese puoi anche avere una stalla e metterla in affitto.
Case al limite della legalità dove vivere dignitosamente in una casa dignitosa sembra diventano un lusso, perché la parola d’ordine in un mondo fatto di pecore arrese e rassegnate, è speculare.
Trattare la gente come zecche. Come insetti. Metterli a vivere dentro una gabbia dove uno scantinato ti viene spacciato per casa. Per un grazioso loft in centro. Una volta ho dormito in un posto di 24 metri quadri che la mattina quando mi sono svegliata ho sbattuto la testa sul soffitto. Io non capisco come si possa ancora battere le mani a chi se ne fotte degli ultimi, dei poveri, dei bisognosi, degli invisibili, dei fragili. In una società ormai dove la dignità umana e i diritti vengono ogni giorno calpestati.
sbetti
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