“Chi arriva ultimo ha il caz.. floscio”

“Chi arriva ultimo in acqua ha il cazz.. floscio”.
Wow. Obiettivamente non avevo mai sentito questa espressione così erudita ed elegante. In effetti è una legge fisica quella per cui chi arriva ultimo in acqua ha il pene che non gli tira. Ebbene. Oggi ero in spiaggia e mi sono imbattuta in questi ragazzini.
La gente che mi conosce sa quanto io odi il mare d’estate con le persone. Questi immensi puttanai artistici piastrellati da gente con i culi di fuori, i lembi di pelle che fuoriescono ovunque e i peli che non stanno dentro le mutande.
Ma quella del “cazzo floscio se arrivi in acqua per ultimo” ancora non l’avevo sentita.
Una sfida goliardica certo, se non fosse che questa marmaglia, il nostro futuro praticamente, coloro che un domani saranno i nostri medici, avvocati, ingegneri, politici – Dio ci salvi – ecco questa accozzaglia ha passato praticamente tutto il pomeriggio a infastidire le persone che dormivano o trovavano sollazzo beatamente al mare.
Uno correndo con i piedi storti perché questi non sanno manco più correre, mi è salito sopra l’asciugamano, sollevando una cosa come immensi nuvoloni di sabbia.
Gli ho chiesto dove pensava di essere, se, forse immedesimandosi troppo nella parte, fosse convinto di essere allo zoo e mi ha risposto bestemmiandomi in faccia. Dopo la bestemmia ce n’è scappata un’altra e poi anche un rutto. Pace. Poco male. I rutti degli altri non mi toccano. Ma alla fine siccome non mi levavo dai piedi e ostruivo loro il passaggio – quando mi ci metto so essere stronza fino alla ennesima potenza – se ne sono dovuti andare.
Ora scusate ma una cosa mi frulla nella testa. E cioè dove siano i genitori. Non che padri e madri debbano seguire i figli alle calcagna ma io quando avevo 14 anni non me ne andavo in spiaggia col desiderio di infastidire la gente e lanciare sabbia sulle chiappe del culo alle signore impomatate con i capelli tinti che sembrano lilla. I rutti poi, siccome la birra non mi è mai piaciuta, mi venivano anche male.
Quando andavo in spiaggia a 14 anni me ne stavo per i cavoli miei, senza dar fastidio a nessuno, se non a coloro i quali davano fastidio a me. E la sera quando rincasavo e mi guardavo allo specchio stavo bene con me stessa perché a parte le grandi rivoluzioni che ho sempre sognato e i miei nobili 8 in condotta, non avevo mai sputato in faccia alla gente e mi ero sempre comportata bene. Detto questo mi chiedo a chi lasciamo il mondo. Se non sia il caso di ripensare a un’educazione di questa gentaglia che si appresta a lanciarsi nel futuro. La seconda cosa che mi chiedo invece è perché mai continuo ad andare al mare a ferragosto in mezzo al puttanaio di persone.

#sbetti

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