Sul fatto della donna multata per aver violato la quarantena perché nel mentre si è prodigata per soccorrere un motociclista. Credo che abbiamo perso la tramontana.
Non me la prendo tanto con quella procura, in tal caso quella Rovigo, che ha emesso il verdetto. Dato che siccome sappiamo in che acque versi la magistratura, non potevamo di certo pretendere un verdetto etico e giusto.
Ma me la prendo anche con coloro che sono chiamati a far eseguire le leggi e che girano armati per controllare se hai il Green pass scaduto o meno. Evidentemente questo a loro riesce.
Io sono sempre stata sostenitore delle forze dell’ordine. Ma di quelle che adoperano la logica del buon senso.
Ora.
Se una persona vede davanti casa un uomo schiantarsi addosso a un cartello stradale e svolare giù dalla moto, qualsiasi persona sana di cervello, qual è in tal caso la signora – tale signora Maristella Scarmignan, 56 anni, di Ospedaletto Euganeo – si adopererebbe per soccorrere il malcapitato dato che di pezzi di merda a questo mondo abbondiamo.
Soprattutto di quelli che se causano un incidente scappano o di quelli che gli capita davanti al naso e se poi li chiami a testimoniare ti dicono: “non vedo, non sento, non parlo”. Ai carabinieri che si sono così intestarditi per sapere le generalità della donna e scoprire che era positiva, costava così tanto fare in modo che la cosa si risolvesse secondo buon senso. Ma si sa. Che ognuno come dicono a Siena mena il sugo dal proprio padrone e quindi qualcuno pur di avere qualche riconoscimento – ne ho avuti quelli che mi hanno chiesto articoli per aumentare di grado (articoli mai fatti) – ecco qualcuno per avere qualche riconoscimento e leccare il sedere ai gradi superiori e rispondere “signor sì, lei è il capo”, ha pensato bene di denunciare la donna.
Che ora. Casalinga. Morta di fame. Si ritrova con una multa di 4500 euro da pagare. E che è stata anche convertita. Perché altrimenti erano due mesi di carcere.
Qui c’ha da fare il Governo. Che si impegna tanto per l’ordine pubblico tanto da farsi travolgere da clandestini e teppisti e moti ondulatori e organizzare corsi di italiano agli immigrati, ma non pensa bene di organizzare corsi etici di comportamento che comportino un’uscita dalle caverne.
Quando studiavo Legge – sempre grata per questa scelta – un anno misero il corso di Etica del giudizio per i magistrati. Una cosa che a quanto pare è sfuggita.
Invece per i clandestini che compaiono reati, mi raccomando. Quelli lasciateli liberi. Assecondateli anche.
Tanto lo Stato da qualche parte dovrà pur incassare. E se fate loro la multa vi rispondono col dito medio alzato.
A farci inchiappettare siamo l’asso di coppe.
Chapeau.

#sbetti