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Le auto oltre il passaggio a livello di Noale e così fino ai confini con il comune salese. Questo lo scenario per chi domenica, 12 aprile, si trovava a dover percorrere la regionale 515. Successo qualcosa? Si, il pienone per la 36esima edizione della manifestazione Noale in Fiore, organizzata dalla Pro Loco. Un evento che da oltre 36 anni coinvolge grandi e piccini, adulti e passeggini, bambini, nonne, giovani e anziani. Appassionati o no di pollice verde. Giardini allestiti in piazza Castello e aiuole curate nei minimi dettagli dai più bravi mastri giardinieri. In tanti anche quest’anno e per divertirsi c’era davvero l’imbarazzo della scelta. Dall’antica giostra dei cavalli in piazzetta del Maistro ai fiori e alle composizioni floreali allestite in tutti i locali e negozi. Dal risotto assaporato in Rocca medievale all’arte che sboccia da tutti i pori. Quadri, dipinti e concorsi letterari. Poi ancora la via delle erbe con i saponi di un’azienda bellunese che ancora li crea come erano una volta: dei panetti naturali fatti con i fiori, con le foglie e con i frutti intarsiati e mescolati. Il tutto compresso assieme. Il segreto sta però nel non lasciare bagnato il sapone una volta utilizzato, altrimenti questo si scioglie. E poi ancora, i giochi artigianali, il nonnino cantastorie e gli assaggi di birra, cicchetti e liquorini. E per le donne: la via delle creme, balsami, shampoo e prodotti artiginali. E poi le band. Ogni piazza la sua band. Da piazza Castello dove i Muppets Cover Band hanno fatto ballare tutti, sotto la pioggia di ombrelli allestita lungo la corsia centrale della piazza.

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La bellissima interpretazione della cantante noalese della Santafè Band con la sua voce fantastica che risuonava sotto la Torre delle Campane. Insomma un pienone di divertimento, fantasia e fiori.

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E per chi non era ancora soddisfatto? La mongolfiera nei giardini di Via Vecellio. Un fantastico pallone bianco dove tutti potevano salire e farci un giro accompagnati ovviamente dalla ditta di mongolfiere contattata, la Charbonnier Mongolfiere di Aosta. Uno scatto al motore quindi, la fiamma che si accende, l’aria che spinge il velivolo contro l’alto e la mongolfiera che si alza. Una cosa bellissima ma la cosa ancor più bella che forse in molti non sanno è che quella mongolfiera, proprio quella mongolfiera è la stessa con cui Sorrentino ha girato il suo film: “La Grande Bellezza”. Di una bellezza inaudita.

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Serenella Bettin