
Zoe Trinchero aveva 17 anni. Ed è stata trovata morta a Nizza Monferrato, nell’Astigiano la notte tra il 6 e il 7 febbraio. Picchiata. Strangolata. Colpita ripetutamente al volto con dei pugni dal suo aggressore. E poi gettata in un fosso.
È morta per un rifiuto. Per un No.
Lavorava al bar della stazione, voleva fare la psicologa, ma i suoi sogni si sono interrotti.
Nella società che ancora considera le donne proprietà dell’uomo, Zoe è l’ennesima vittima dell’incapacità degli uomini di accettare un rifiuto. L’ennesima vittima di chi ancora considera le donne esseri inferiori, la cui espressione di volontà non conta nulla.
Zoe è morta per un altro ennesimo fottutissimo no. Il No.
Ti rifiuti di baciarmi? Ti strangolo. Ti rifiuti di venire a letto con me? Ti ammazzo. Non ti va più, anche se sei salita in camera? Non esiste che mi ferisci nell’orgoglio. Vinco io. Ti vuoi separare? Allora non ti lascio vivere. Poco importa poi se riempiono le pagine dei giornali con “lui non accettava la separazione”.
Alex Manna, il suo carnefice, non ha nemmeno 20 anni. E dopo averla strangolata l’ha gettata sul Rio Nizza.
Così, come fosse una scatola di rifiuti. Come fosse un sacco di cui sbarazzarsene. Come fosse una bambola di pezza gettata via per un fottuto capriccio.
Manna dopo averla aggredita è tornato a casa, si è cambiato gli abiti sporchi del sangue di Zoe, poi tranquillo tranquillo, come niente fosse, è tornato dagli amici e ha cercato di attribuire la responsabilità del fatto a una persona nordafricana, con problemi psichiatrici, residente in città.
Il capro espiatorio perfetto per chi non vede l’ora di soffiare sul fuoco che disperde le palle di fango del raz*ismo.
La persona incolpata da Manna ha rischiato il linciaggio. Decine di persone si sono riversate sotto casa sua e sono dovute intervenire le forze dell’ordine. Ma Alex Manna è totalmente italiano. Italiano. I due non stavano insieme. Anzi. Lui risulterebbe legato a un’altra persona. Eppure con Zoe ci ha provato ugualmente.
Quando lei ha detto di no, lui non ci ha più visto. E l’ha ammazzata. I frutti dei nipotini del patriarcato, del maschilismo imperante, e della fottuta vanagloria e l’inadeguato e accentuato compiacimento di sé.
Perché bisogna stare attente. Bisogna stare attente a quello che diciamo, a come ci vestiamo, a chi frequentiamo. Il tuo No dinanzi a certi maschi non conta niente. Alcuni si sentono feriti nell’orgoglio. Nella propria virilità. Nella propria potenza. Quella di Zoe, come quelle di tante altre donne, è una brutta storia. Dove ancora alcuni uomini non sanno gestire un rifiuto, dove ancora alcuni uomini non sanno minimamente cosa sia il rispetto. C’è ancora tanta, ma tanta strada da fare.
sbetti
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