La settimana scorsa sono stata a Venezia a seguire la manifestazione pro Palestina e mi sono posta alcune domande sul principio della imbecillità umana. Cioè quando il seme di tale imbecillità inizia a propagarsi.
La manifestazione era organizzata da alcuni comitati di sinistra e non ho udito una condanna che fosse una alle stragi commesse dai terroristi di Hamas.
Ma soprattutto mi sono stupita di una cosa. Alla manifestazione ho visto tanti ragazzotti giovani con ancora i denti da latte; ragazzini dei centri sociali, con i pantaloni abbassati, le tende usate come maglioni, le scarpe sbucciate, e le borse di tela usate come porta rifiuti.
E lì mi sono detta ma che strana questa gente che inneggia ad Hamas e scende in piazza con le bandiere della pace.
Ma che strana questa gente che lotta per una vocale, che si sente offesa se la chiami avvocato anziché avvocata, consigliere anziché consigliera, sindaco anziché sindaca, presidente anziché presidenta, che pubblica su Instagram foto insulse di ciocche staccate, che lotta per una A al posto della O e poi appoggia l’islam che tratta le donne come fossero terreni da coltivare e le considera al pari delle galline. Ma che strana questa gente che si batte per i diritti dalle tinte arcobaleno e poi tifa Hamas che gli omosessuali li sterminerebbe tutti.
Ma che strana. Ma che strana questa gente che anziché apprezzare le libertà, inneggia a quelli che la parola libertà non entra nemmeno nei dizionari. Già. Ma che strana. La gente è strana sai. Stranissima.
La gente tifa Hamas e non si rende conto che abbiamo i terroristi in casa, che mentre il mondo era impegnato a lottare per i diritti tranne che per i nostri che mentre il mondo era impegnato con i deliri degli ecoimbecilli, che mentre il mondo era impegnato con altre questioni di lana caprina, superflue, inutili, evidentemente futili, “i nipotini di Allah” lavoravano per sotto, metro dopo metro, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, centimetro dopo centimetro.
Inneggiare ad Hamas significa appoggiare l’ideologia genocida di Hamas. Significa approvare l’odio contro gli ebrei, l’odio contro gli occidentali, l’odio contro gli infedeli. Li chiamano così, loro, quelli che non sono musulmani, e infedeli siamo anche noi.
La guerra di Hamas contro Israele non è contro Israele e “basta”. Non è contro gli ebrei. Esce dai perimetri dello Stato con la stella blu e lo sfondo bianco e confina con le radici dell’Occidente.
È una guerra alla nostra democrazia, contro le nostre libertà, contro il diritto alla vita, alla libertà, alla dignità, alla felicità. È un attacco ai nostri valori, alla nostra civiltà. Non è una guerra contro Israele e “basta”. Le azioni di Hamas non sono una reazione a quanto Israele avrebbe fatto ma sono il frutto di un disegno e di uno schema ben preciso che trova le fondamenta nei versetti del Corano, che risponde a una ideologia medievale, islamista che confonde il potere con le religione e che condanna tutti gli infedeli. Dietro ai giovani massacrati mentre partecipavano a una festa, dietro alle irruzioni in casa, dietro alle donne violentate e usate come trofei, dietro a quelle immagini di bambini decapitati e sgozzati ci sono loro modus operandi, la loro ideologia, il loro statuto, il loro odio per tutto ciò che è Occidente. Preoccupa solo il fatto che giovani – e vi assicuro che a Venezia ce n’erano tanti – che dovrebbero amare le nostre libertà, che dovrebbero lottare per i diritti di tutti, approvino quelli che le libertà le odiano, le disprezzano, le tranciano, le dissacrano. I terroristi di Hamas vincono solo perché loro credono nella loro identità e nelle loro non libertà, nella loro costrizione e nel loro totalitarismo, perché hanno fatto della loro fede islamica la loro ragione di vita. Siamo noi che siamo troppo deboli. Che rinneghiamo ciò che siamo. Che dissacriamo ciò che abbiamo. Siamo noi che presi dal politicamente corretto non ci siamo resi conto che piano piano si infiltravano, usando la nostra debolezza per costruire la loro forza.

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