Ho il cuore in frantumi. Ho così talmente tanto schifo addosso che non so da dove cominciare. In questi giorni non riesco nemmeno a scrivere. Forse partirei da quei babbei che si sono proposti di accompagnare le donne all’ultimo appuntamento. Forme di marketing. Pubblicità gratuita. Complici i giornalisti che si sono prestati a scrivere certe assurdità.
Non è che la donna è una specie in via di estinzione, un appartenente al genere protetto, un panda che ha bisogno dell’accompagnatoria, e che debba essere accompagnata all’ultimo incontro perché rischia di incappare in un pazzo malato di mente o in qualche imbecille vestito da salame al quale non è stato insegnato che una donna va rispettata anche quando le sue volontà non combaciano con le tue.
Il caso di Giulia Tramontano è di una bruttezza immonda. Di una bestialità assoluta. E più passano i giorni e più emergono particolari inquietanti. Mi sento così inorridita e ho quasi un po’ paura. Cosa scatta dentro la testa di una persona per arrivare a commettere simili atrocità?
Chi dice che questo è l’effetto del patriarcato. Chi dice che ogni volta che succede una cosa del genere tutti gli uomini passano per violenti stupratori assassini. Chi bercia di qua. Chi grida di là. Ma credetemi a me fanno schifo tutti. La storia della Tramontano ha riacceso l’annoso problema sui rapporti tra uomo e donna. Questo essere diversi. E il volere a tutti i costi essere uguali. Questo non rendersi conto che la parità dei diritti non si conquista con le A al posto delle O, con le E al posto delle I. Ma si conquista con la cultura, la bellezza, il rispetto, il lottare ogni giorno per i propri diritti, le proprie libertà e quando le si è conquistate mai darle per scontate, nemmeno quando si mangia, quando si dorme, quando si fa l’amore. Del resto purtroppo mi tocca ammetterlo è molto vero. Ci sono alcune mentalità così talmente retrograde che faticano a concepire la donna come altro diverso da sé. In alcuni ambienti la donna viene ancora considerata come qualcosa con due gambe e due braccia dove svuotare qualsiasi tipo di commento. E non solo. Ti salvi solo se hai avuto la fortuna di crescere in una famiglia, come la sottoscritta, che ha trasmesso sani valori e sani principi, che si è contaminata con altri, e che ha fatto del lavoro uno dei principi cardine della vita. Altrimenti, nei bassi latifondi non ti salvi. E non mi riferisco ai titoli di studio. Ci sono uomini che hanno un rispetto da mettere sotto la suola delle scarpe, a cui sputerei in faccia e che considerano le donne come oche da zittire. Sono piena di esempi del “femena tasi”. E ci sono donne che ovviamente stanno al gioco. Perché fa comodo. Perché molto meglio farsi mantenere che andare a lavorare. Appena trovano la preda, magari con un bel po’ di soldi in banca, non ci pensano due volte a stare a casa, ritenendo che i compiti principali dell’essere femminile siano quello riproduttivo e quello di cambiarsi lo smalto in tinta con il colore delle tende. Ma le donne devono lavorare! Lavorare! Altrimenti sono soprammobili. Non solo.
Una volta mi è capitato di assistere a una discussione dove il compagno della mia amica le diceva: “stai zitta tu che di auto non capisci niente”. Lei sottomessa ha taciuto e ha cambiato stanza. Altro esempio, una sera sono andata a cena a casa di amici e il maritino bello bello che si vanta di aver tre quattro figli in giro per il mondo, non ha alzato un dito per aiutare la sua compagna a portare in tavola le pietanze. A un certo punto siccome mi sentivo a disagio e non volevo contribuire a quella forma di sfruttamento, ho preso e me ne sono andata, spiegando alla mia amica che se avesse voluto vedermi ci saremmo incontrate fuori. Non vi basta? Ci sono anche quelli che commentano ogni cosa che tu faccia. Il tuo lavoro. Le tue amicizie. I tuoi problemi. Le tue passioni. Quelli a cui devi dire cosa fai, dove vai, quando torni. Per non parlare di quelli che lavorano solo loro e l’impiego della donna passa in secondo piano. O tipo quei coglioni che un giorno mi chiamarono perché per adempiere alle quote rosa avevano bisogno di un relatore donna. Li mandai a fareinculo. E che dire invece di quel demente di ex amministratore che mi diede della paffutella. Commenti non richiesti. Giudizi non invocati. E qui mi fermo perché potrei andare avanti all’infinito.
Voi credete veramente che cambi qualcosa? Io no.
sbetti

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