Ho letto il consiglio dato dal pm, Letizia Mannella, che sta seguendo il caso di Giulia Tramontano, ossia “donne non andate all’ultimo incontro”.
Consiglio saggio. Ma quale sarebbe l’ultimo incontro? Chi lo stabilisce qual è l’ultimo appuntamento?
C’è una data sul telefono? La sveglia sul cellulare? Come fa uno a stabilire quale sia l’ultima volta. Ci sono storie che si trascinano. Che non finiscono mai. Che si esauriscono su se stesse.
Questo monito fa passare un messaggio sbagliato. E cioè che la colpa è nostra. “Cretina tu che ci sei andata. Che sei andata all’ultimo incontro. Che hai voluto vederlo all’ultimo appuntamento”.
Un preconcetto che mi ha sempre mandato in bestia. Una volta me ne andai da una cena, facendo volare i tovaglioli da sopra la tavola, perché un trozzalone, in riferimento a uno stupro che stavo seguendo per lavoro, aveva asserito: “Cosa vuoi, se l’è cercata”.
Ora. Che alcune donne si caccino nel pericolo questo è molto vero. Ma che la linea di confine tra un individuo e l’altro sia sempre più labile, anche questo è molto vero. Purtroppo la strada da fare è ancora tanta. Ci rapportiamo a volte con persone così talmente deboli e concentrate solo su se stesse che le volontà dell’altro diverso da me, rimangono cose di secondo piano.
Alcuni non arrivano a comprendere che un NO deve rimanere no. Che se salgo in casa tua o nella tua auto non significa automaticamente che ci sto.
Questo ancora, da alcuni esseri di questo mondo a cui quella volta il Signore ha dato gambe e cervello, non viene ancora compreso.
Continuare a dire: “Lui non accettava la separazione, lui non voleva”, apre le porte, le spalanca nell’abisso di una sorta di giustificazione, come se la separazione debba in qualche modo essere accettata. Ma è il matrimonio che richiede due volontà. La separazione ne richiede una. Questa è una legge, anche di natura. Se un individuo, uomo o donna che sia, non riesce ad accettare la separazione, il problema deve rimanere suo.
Le questioni irrisolte della violenza contro la donna sono ben altre. Non consistono semplicemente nell’ultimo incontro. Ma si infilano nei meandri giudiziari, burocratici. Nel fatto che una donna se denuncia rimane scoperta, non viene tutelata, a volte non viene nemmeno creduta. Nel fatto che una donna non denuncia perché molte volte quelle donne rinunciano al proprio lavoro e sono senza entrate. Dipendono dall’uomo in tutto e per tutto.
I problemi si incistano nella mancata giustizia. Nella mancata tutela. Nel famoso “signora dobbiamo beccarlo con le mani nel sacco”, che molte volte le mani nel sacco significa che lui ti ha già fatto fuori. Si infilano nel disagio, nella debolezza dell’essere umano, nel fatto che alcuni uomini non sono in grado di considerare la donna come altro da sé. Nel loro sentirsi prepotenti. Superiori. Padreterni, Dio onnipotenti.
Non sarà un mancato appuntamento che farà desistere chi decide di ammazzarti.
Se qualcuno vuole farti fuori, prima o poi ti raggiunge.
Va fermato prima.
sbetti

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