Il sindaco che mette la taglia per beccare i vandali

Libero 8 giugno 2022

I radical chic l’hanno già additato come il sindaco sceriffo ma se disegnare membri virili sulle panchine e sui monumenti ai Lagunari va bene, allora va bene tutto. E tutto passa in cavalleria.La verità è che il sindaco di Arzegrande, un piccolo comune di appena cinquemila abitanti in provincia di Padova, si è stancato dei vandali, dei teppisti, di alcuni giovani che non hanno voglia di fare niente e che per noia disturbano la quiete, imbrattano i monumenti, le pareti, le palestre e le giostrine per i bambini.E così per trovare i colpevoli ha preso e ha messo una taglia di 100 euro.Il sindaco è Filippo Lazzarin, classe 1984; un sindaco giovane, 38 anni, abituato a lavorare e farsi il mazzo, direttore di un centro commerciale. Sindaco dal 2016, non è nuovo a questo genere di soluzioni.Nel 2018 aveva messo una taglia per trovare i furbetti dei rifiuti. La somma? Duecento euro. Una misura che aveva portato i suoi frutti. Nel giro di pochi giorni la gente aveva cominciato a fare foto, mandare segnalazioni, annotare le targhe delle auto dei furbi.Il segno che la natura umana è sempre quella. Quando tocchi il portafoglio delle persone, che sia per aggiungere soldi o toglierli, gli effetti si vedono eccome.E infatti.In questo caso, gli atti dei vandali sono avvenuti nella notte tra lunedì e martedì scorsi e nel giro di 24 ore il sindaco aveva già sopra la sua scrivania due deposizioni con i nomi. La terza è giunta nella giornata di ieri.I responsabili dei muri imbrattati sono tutti ragazzini minorenni, italiani, dai 13 ai 16 anni, che per evadere la noia, per l’ebbrezza, per “le delusioni amorose” come hanno dichiarato, per altre giustificazioni quali il covid, il lockdown subito, le paturnie adolescenziali, le pagelle, hanno imbrattato con le bombolette spray le panchine del comune, quelle in piazza, il monumento ai Lagunari a cui il paese tiene molto, gli spogliatoi della palestre, le altalene dei bambini, le giostrine. “Ti amo”, c’è scritto su alcune pareti. “Mi manchi”. “Brindo a questa vita sbagliata”. E poi altri immagini esaustive, come qualche organo sessuale maschile.“Sono stanco di questi continui atti di vandalismo – dice il sindaco Lazzarin a Libero – non è la prima volta che capita. E così ho deciso di mettere una taglia. Ho visto che è l’unico modo per far venire fuori i responsabili. E infatti nel giro di poche ore li abbiamo trovati. Sopra la mia scrivania ho già tre deposizioni”. I ragazzi informatori che hanno rivelato i nomi sono due maggiorenni e uno minorenne. Ai primi due, come promesso, vanno 50 euro a testa. Il terzo che è maggiorenne ha detto che l’ha fatto per senso civico e del dovere e i soldi non li ha voluti. I ragazzini responsabili sono tutti della zona. Tre ragazzi e due ragazze. “Qui ci sono danni al patrimonio per circa 1500 euro – ha detto il sindaco – oltre al disturbo della quiete pubblica. Le giostrine dei bambini erano nuove. Hai poco da dire Far West, questo è l’unico modo. E posso dirle? La taglia è il migliore investimento che abbia fatto. Altro che ricerche, appostamenti, forze dell’ordine impiegate per cercare questi.Non si tratta di mettere la gente alla gogna come qualcuno mi ha detto, ma di far rispettare alcune regole. I radical chic mi hanno già additato come sindaco sceriffo”.Ora Lazzarin ha deciso che intende predisporre dei veri e propri corsi, o meglio laboratori, con i Lagunari per far vedere a questi ragazzi come si riparano i monumenti sporchi. “Voglio che i ragazzini vedano come si fa. Che si rendano conto della difficoltà, della fatica dell’impegno, del volontariato – dice – Ad ogni modo i prossimi giorni incontrerò i loro genitori. Se trovo collaborazione anche da parte delle famiglie bene, altrimenti i nomi li ho, prendo e denuncio. Non c’è santo che tenga. Basta con sta storia del covid, dei ragazzini che hanno subito il lockdown, dei giovani poverini, ci sono anche ragazzi bravi e quindi non vedo perché altri debbano andare in giro a fare danni”.

Serenella Bettin

Le scritte dei vandali

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