Questa sera ho conosciuto una coppia di giovani. Lei aspetta un bambino. Appena li ho visti ho subito capito che nelle loro vite stava avvenendo qualcosa di importante. Lui aveva gli occhi che gli brillavano. Ma di un bagliore immenso. Dentro c’avea la vita che gli scorreva. Fuori c’avea il mondo che a morsi si prendeva.
Lei bellissima. Due occhi che sembravano due fari. Se la guardavi bene aveva la pancia. Che portava con garbo e delicatezza.
Queste due persone fanno i ricercatori universitari. Ma per campare si dovranno trasferire all’estero. E stanno mettendo al mondo un figlio.
Lei mi ha spiegato che in Italia è impossibile campare di ricerca. Che in Italia è impossibile campare di didattica. Che in Italia è impossibile campare di cultura.
Mi ha detto che un laureato in Italia che si addentra nel mondo della carriera universitaria, prende una miserabile borsa di studio con la quale è impossibile pagarci perfino l’affitto. Mi ha detto che un ricercatore appena laureato a Londra prende perfino di più di uno che in Italia sta a un livello più avanzato.
Eccerto.
Qui il lavoro intellettuale non viene considerato. La ricerca nemmeno. Qui il lavoro intellettuale è roba da cesso.
Lo vedo anche nel campo della comunicazione. Politici che predicano natalità figli e famiglia e poi ti chiedono di lavorare per duecento euro al mese. Vanno in piazza a prostituirsi con i giovani, a fare promesse e poi quando è ora di pagare i poveri cristi che seguono le agende, le comunicazioni, i tweet e i post, danno compensi talmente irrisori che non ci paghi nemmeno gli assorbenti.
La gente non arriva a comprendere che dietro un lavoro di testa ci sono anni di studio, di esperienza, di preparazione, di relazioni, di contatti. Gente che ti chiede se in cambio di una presentazione gli puoi regalare dieci libri. Regalare? Dieci libri?
A questa coppia di giovani ho detto che li comprendo. Che li capisco. E che li ammiro perché hanno coraggio nel mettere al mondo un figlio. E che sinceramente fanno bene ad andarsene all’estero.
Qui in Italia se fai un lavoro accademico o di ricerca sei praticamente morto. La gente non ti considera. Pensa che tu sia l’eterno sfigato che vuole fare il professore solo per sentirsi chiamare ordinario. Quelli che ti pagano duecento euro al mese sono quelli che mandano le mogli dall’estetista a fare trattamenti rassoda glutei di 500 euro a seduta a cui non chiedono sconti. O sono quelle che non ti pagano e spendono 400 euro dal parrucchiere.
Qui non ha senso studiare. Vengono lautamente retribuite le estetiste. Le parrucchiere. Le massaggia culi e tette.
Se fai il ricercatore invece sei un poveraccio che tira a campare. Poi venitemi a dire perché gli italiani non fanno figli. Vi prego venite. Venitemelo a dire.
Pagliacci.

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