In tre mesi di lockdown grazie al mio lavoro, non ho fatto un giorno a casa. Andavo in giro e vedevo quelle città vuote, quelle strade deserte. E quei semafori cambiare dove sotto non passava mai nessuno. Verde rosso giallo e poi ancora giallo rosso verde.
Questo libro racconta i primi tre mesi di quel lockdown che pareva infinito. Quelli più duri. Nudi. Crudi. Scritti con la foga e con la rabbia e la paura e l’angoscia e la vitalità di quel momento.
Ho iniziato a scrivere fin dal primo giorno. Fin da quella sera, da quando mi spedirono a Vo’ Euganeo… Da lì ho iniziato ad annotare tutto. Storie, racconti, testimonianze, dati, fatti, interviste.
Da lì ho iniziato giorno per giorno ad approfondire, a studiare, ad ascoltare le vite degli altri, a raccoglierle, a viverle. Questa è la prima fase. Quella che mai dimenticheremo.
Vuole essere una testimonianza.
#sbetti

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