Di Maio segue l’avanzata dei talebani dalla spiaggia. Inqualificabile

Mi fa estremamente piacere sapere che il nostro ministro degli Esteri, tale Luigi Di Maio, abbia scelto di seguire l’avanzata dei talebani in Afghanistan, dalla spiaggia di Porto Cesareo a Lecce, anziché da qualche sede istituzionale più consona a una crisi che non è solo afghana ma coinvolge il mondo intero.
Italia compresa.
Di certo la spiaggia di Porto Cesareo mi pare un posto molto adatto per seguire i guerriglieri sanguinari di Allah che si riprendono il potere.
Anzi, sono anche sicura che se Giggino avesse provato a sporgersi un po’ di più dal litorale pugliese, anziché restarsene a riva a ciarlare, avrebbe perfino intravisto gli aerei partire, e quegli afghani in fuga da altri afghani e che si aggrappano al carrello dell’aereo poi cadendo nel vuoto. Lasciandosi morire.
L’immagine cruciale. Emblematica. La sconfitta dell’Occidente. L’orologio della storia che si è fermato un’altra volta.
L’uomo che cade in volo è una delle immagini simbolo dell’11 settembre 2001. Richard Drew l’aveva scattata alle 9:45 di quella mattina. Un uomo che anziché morire per mano del fuoco di Allah, decide di cadere a testa in giù da una delle torri del World Trade Center, cercando una via di fuga.
Una fuga impossibile. Come quella che stanno vivendo oggi migliaia di afghani. Il Paese che torna indietro di vent’anni, i talebani pronti a reingabbiare
le donne nel burka, tutti gli sforzi vanificati, la paura, il panico, il terrore, gli afghani in fuga che cercano invano di abbandonare il Paese, quelli che avevano sposato la cultura occidentale condannati a morte, i terroristi in libertà, la nuova emergenza profughi soprattutto qui in Italia.
Ecco, in tutta questa Apocalisse, nelle ore cruciali, quando si stavano organizzando i voli per riportare a casa gli italiani rimasti intrappolati a Kabul, il ministro degli Esteri italiano ha gestito l’emergenza dalla spiaggia in compagnia della fidanzata, dell’ex ministro Francesco Boccia e del governatore della Puglia, Michele Emiliano, oltre alle rispettive consorti.
Riunione di altissimo livello in bermuda e occhialini, sorridente come una Pasqua – La seconda foto quella sott’acqua invece è del 2017 – tanto da far incazzare anche quelli di Italia Viva che invitano Luigi Di Maio a lasciare la spiaggia e tornare al lavoro.
E sì che poco prima che i talebani entrassero a Kabul, Di Maio aveva twittato: “Stiamo monitorando la situazione in Afghanistan 24 ore al giorno. Ci stiamo preparando a ogni evenienza, la priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali”.
Non solo ad aprile scorso aveva anche scritto “non lasceremo solo il popolo afghano”.
Non so, forse per Di Maio monitorare la situazione h 24 significa stare in spiaggia osservando i talebani dalla costa del Salento anziché preoccuparsi come farebbe un ministro degli Esteri normale.
O forse è semplicemente in smartworking.
Coglioni noi che non ce ne siamo accorti.

#sbetti

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