
Solo una mente malata è in grado di pensare che si possa concepire il fatto di andare a cercare nei vari social, i profili dei due amanti colti in flagranza di reato – Reato? Scoparsi qualcun altro è reato? – durante un concerto in Massachusetts.
I due, beccati dalla kiss cam dei Coldplay, erano lì intenti a seguire un po’ di buona musica, solo che quando la telecamera li ha inquadrati, si sono vergognati, lei si è girata, lui si è nascosto, e i loro sorrisi sono spariti.
Una scena alquanto spassosa, dilettevole, tranne per quelle due povere creature, che da perfetti sconosciuti sono diventate delle star del crimine, del gossip, usati come tiranti da chi demonizza lo scopamento extraconiugale e da chi invece dice: “Fatevi i cazzi vostri”.
Ed ecco allora che le corna diventano uno strumento di distrazione di massa, un intrattenimento per gli incartavetrati, gli impecoriti, e gli intrepidi commentatori da divano – chissà se anche questi sono cornuti – avvallati da un frastuono anomalo, boccaccesco, pruriginoso, che desta qualcosa di indiscutibile e di interdetto da chi ancora si spara le seghe guardando i giornalini porno.
Il video ha cominciato a girare e gli affari privati di una coppia di sconosciuti, e delle loro famiglie, mogli, mariti e figli compresi, è diventato uno show di massa, un contenuto altamente fruibile dove anche le corna le decide l’algoritmo.
La gente ha cominciato a postare e ripostare quel video, e chi l’ha mandato avanti e indietro, per essere sicuro di non perdersi nemmeno mezzo secondo. E lei che si gira. Lui che si nasconde. E quell’altro con quel sorriso da ebete. E la tipa che continua a cantare, strasbattendosene – almeno lei – di tutto.
Tutto viene esposto al godereccio ludibrio di chi porta le corna in casa, ma spia nelle case degli altri, nell’attesa di potersi riempire la vita. Il fatto privato viene esposto al giudizio di tromboni di turno, bimbominchia che della vita devono ancora capirne il significato, uomini frustrati con la mandibola cadente, una quantità di disadattati che alle sane scopate preferisce oggi rimorchiare attraverso i tasti, gli schermi, nell’era in cui donne e uomini si scelgono su Tinder esposti come nei cataloghi di Postalmarket. Una roba tossica da far accapponare la pelle. Tanto che Andy Byron, questo il nome del capo dell’Astronomer e la sua collega Kristin Cabot, messi alla gogna dal popolino segaiolo, si sono dovuti ritirare dai radar.
“Chiedo privacy mentre affronto questo processo”, ha detto lui scusandosi in diretta mondiale con la moglie. “Ed è inquietante il fatto che ciò che avrebbe dovuto essere un momento privato sia diventato pubblico senza il mio consenso”.
Già. Inquietante. Ovviamente, tra i moralisti che vanno a battersi il petto in chiesa, nessuno si è chiesto se sia giusto esporre al tossicismo di migliaia di segaioli e disadattati, le corna altrui.
Noi così impegnati a farci i fatti degli altri, perché evidentemente non ne abbiamo di nostri.
Noi così altamente giudicanti, tranne che di noi stessi.
Noi così ancora abituati a pensare alle lenzuola degli altri.
Nessuno si sia chiesto se sia giusto mettere il becco sulla vita privata di due persone, che non hanno fatto del male a nessuno, e di cui non dovrebbe interessarci minimamente con chi vanno a letto. Nessuno si è chiesto cosa stiano passando ora quelle due persone, se sia giusto aver rovinato loro quell’equilibrio che si erano costruite; nessuno si chiede cosa stiano passando i traditi, i figli, moglie e marito dei due suggellati amanti. No. Tutti a puntare il dito. Tutti a fare la morale. Tutti a ridere sotto i baffi, invocando la privacy, quando se per caso dovete mettere i dati sul telefonino, credete ancora che gli alieni vi rapiscano.
Tutti a ridere delle corna e delle mutande spaiate degli altri.
Fino a che un giorno non vi capita, di trovarvi in casa le mutande di qualche altro, e allora lì ridete mi raccomando.
sbetti
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