L’Italia come l’Africa. L’altra mattina mi sveglio e dal balcone della casa al mare odo un certo frastuono.
Mi affaccio e noto che ci sono vigili e carabinieri e un certo via vai di gente. Devono rimuovere le auto parcheggiate qui perché tra pochi giorni c’è la festa del Mare. Quella con la padella più grande d’Italia.
Nel piazzale, infatti, ancora la scorsa settimana è apparso un cartello provvisorio di divieto di sosta, ma i termini di inizio e di fine, non erano ancora stati indicati. C’era solo scritto da… a… e appiccicato al tabellone un normale foglio bianco A4, tenuto su con lo scotch.
Ora, non siamo in Tanzania dove l’aeroporto – visto con i miei occhi è una strada rossa e le valigie te le lanciano urlando il tuo nome – siamo a Porto San Giorgio, comune della provincia di Fermo, Marche, centro Italia, diamine. Quei cartelli bianchi tenuti su con il nastro isolante, senza l’indicazione di un inizio e di una fine per il divieto di sosta sono rimasti qui, fino all’altro giorno, solo che il giorno di Ferragosto o forse appena la sera prima, il comune riunitosi nel Conclave ferragostano ha decretato l’inizio del divieto – e lo ha fissato per il 16 agosto. Cioè ieri.
Ieri mattina, però, le auto sul piazzale erano tutte ancora lì, perché se una amministrazione comunale decide di rendere inagibile il parcheggio di un quartiere e lo comunica la notte prima di Ferragosto per il giorno dopo, ci può anche stare che uno manco se ne accorga. O che qualcuno – come infatti è accaduto – sia partito per il weekend e rientri la settimana dopo.
Insomma stamane cominciano ad arrivare i carri attrezzi. E vi giuro era il cinema. Scene mai viste. La gente affacciata ai balconi che mangiava pop corn.
Gente che arrivava lì in quel momento e parcheggiava lo stesso. Un anziano con una Mercedes, che pareva una portaerei, facendo manovra ha dato prima un colpo a un’auto, poi ha fatto retro. Poi è andato un po’ più avanti, e poi giù un altro colpetto. Il vigile suonava i campanelli per capire di chi fossero le auto di tutti. Fermava anche i passanti. “Signorina scusi sa di chi sono queste auto?”, ha chiesto a me che ero fuori a fumare. “Giovanotto oddio no. La mia l’ho spostata. Non posso sapere di chi siano tutte le macchine. Ma che siamo in Africa?”. I carroattrezzi così da uno, sono diventati due. Tre. E più portavano via auto, più altre ne arrivavano. Il vigile comincia a staccare profumate multe. E gli operai intanto iniziano ad allestire il palco per i festeggiamenti.
Dopo qualche ora, visto che la situazione era complicata, forse presi dal : ragazzi – è il giorno dopo Ferragosto – lasciamo perdere – sai tengo famiglia – decidono di non proseguire con la rimozione.
E cosa fanno?
Il comune arriva e toglie il cartello che fissa la rimozione delle auto dal 16 agosto e come per magia la sposta al 18 agosto, (se confrontate le mie due foto si vede perfettamente) ma nel frattempo alcune vetture erano già state portate via. E altrettante multe erano state staccate.
Quando vi chiedete se i comuni fanno cassa. La risposta è sì.
E arriviamo a stasera. All’improvviso, di ritorno dal mare, sento gente urlare. Scendo e una compagnia di giovani appena tornati dal ponte di Ferragosto grida in mezzo alla strada. Un ragazzo disperato è su tutte le furie. Non trova più la sua auto. “Ma come ?! Come??? Come?! Ieri il cartello non c’era. Adesso c’è scritto che il divieto è dal 18 agosto. Oggi è il 16! Dov’è finita la mia auto?!”. Ecco glielo dico io. Devi sapere che questa mattina la tua auto è stata portata via col carroattrezzi, e ora fai bene a lamentarti e a non pagare la sanzione, perché dopo qualche ora che la tua vettura è stata trasportata altrove, qualcuno con pettorina arancione è venuto qui e ha cambiato il cartello togliendo la data del 16 agosto e mettendo quella del 18.
Il ragazzo non ci vede più per la rabbia. E mi ringrazia.
Ora io mi chiedo come uno Stato possa chiedere il rispetto delle leggi ai cittadini, quando il primo a non rispettarle è lo Stato stesso e tutti gli enti che ci vanno a braccetto. Se chiedete l’osservanza delle disposizioni, dovete essere voi per primi a rispettarle, altrimenti non esiste buon senso, non esiste logica, non esiste senso civico, esiste solo il libero arbitrio dove però guarda caso a rimetterci è sempre il più debole.
E forte rimarrà sempre il potere. E io sono contro il potere.

sbetti


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