Soldi facili come loro. Guadagni vertiginosi come i loro tacchi. Profitti da capogiro come la testa che fan girare agli uomini.
Signori benvenuti nel nuovo regno del porno. Il paradiso dei vecchi. Degli stagionati. Antichi. Decrepiti. Decrepiti dentro.
Sono tornata a indagare il mondo delle escort e stavolta anche delle influencer che fanno soldi su Onlyfans. Correva l’anno 2016 e ancora il mondo non poteva sapere a quali cataclismi e drammi sarebbe andato incontro nel 2020 e così Tim Stokely si metteva in testa la sua meravigliosa idea.
Perché non creare una piattaforma per pubblicare contenuti di varia natura.
A chiunque chiedi come sia nato Onlyfans ti risponde sempre con sta menata colossale delle ricette solo che dopo, le ricette sono diventate bocconcini di panna montata che mostrano le tette, capezzoli turgidi in bella vista, mone al vento, culi in sovrimpressione. Gente che scopa. Gente che va. Gente che viene. In tutti i sensi. Durante la pandemia poi non ne parliamo.
I cornuti e le cornute, costretti a stare in casa, dovevano pur trovare un modo per sprofondare sul divano e costruire una realtà virtuale collettiva, sprofondando e immaginando una vita immaginaria e digitale. Lo sprofondo dello sprofondo.
Chi già trombava poco ha trovato un oppiaceo in questo disturbato marchingegno dove devi digitare un indirizzo mail, inserire i dati della tua carta di credito – l’ho fatto per lavoro – e non appena ti connetti con una – mi sono spacciata per un uomo – ti compare il messaggino vocale sensuale e suadente che dice: “Ciao, hai voglia di conoscermi un po’? Ho un po’ di tempo da dedicarti”. Dopo il primo pompino virtuale praticamente la tipa ti chiede di aprire una foto per la bellezza di 35 dollari. Se la apri il giochino va avanti, altrimenti risprofondi nel divano in cerca di un altro culo.
Solo che così la gente dopo la pandemia ha smesso di trombare e a suon di foto che si aprono e di pompini fatti senza sudare ha detto: sai che c’è. C’è che se posso scopare stando a guardare culi e tette che mi appaiono davanti come fossero caramelle in una bancarella di dolciumi, al diavolo anche trovarsi, spogliarsi, baciarsi, accarezzarsi, amarsi.
La gente, così, ha smesso di amare veramente e trova sollazzo in queste cose adatte a un mondo di masse ormai apatiche scontente infelici fiacchi indifferenti. Ma le giovani regine del sesso spinto, nel mondo reale, ahimè, si sono dimenticate di pagare le tasse. Non hanno dichiarato i soldi percepiti al fisco – e sono tanti – ed è scattata l’indagine. L’accusa è di maxi evasione.
Quando ho parlato al tel con una delle indagate, questa mi ha risposto che ha sbagliato il commercialista e, insomma, “ma quale maxi, sono stati dati numero a caso!”.
Un business quello di Onlyfans che muove 5,6 miliardi di transizioni l’anno. Perché al di là delle ragazze che si spogliano nude, c’è tutto un sottobosco fatto di gente morta, di anime castrate dalla depressione, di esseri mostrificati da questa vita poco vissuta, che stanno lì a guardare. Ed è la legge più antica del mondo: dove c’è l’ offerta c’è anche la domanda.
Un mondo di guardoni che magari la mattina dopo te li trovi al bar incravattati.
A cui dirai: “Hai sentito di quella indagine su Onlyfans?”.
“Che brutta cosa”, ti risponderanno.

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