C’erano i libri di matematica sul tavolo quel pomeriggio.
Stavo studiando per recuperare il debito.
C’erano i libri di matematica sul tavolo quel pomeriggio, quando i due aerei si infilarono come si infilano le sciabole dentro il fodero, in quelle due Torri Gemelle simbolo di una città che non dorme mai.
Io stavo studiando le equazioni. Matematica era l’unico libro che potevo aprire al contrario e manco me ne accorgevo.
Non me n’era mai importato un tubo, eppure i professori, quelli che dovrebbero prepararti a vivere su questa terra fatta di squali e di coglioni, si ostinavano a darmi il debito ogni anno. Solo l’anno della maturità, non so per quale grazia divina, avevo il 7. Ma la mia media è sempre stata eccellente e quindi il debito lo consideravo un punto nero nel naso di cui me ne strafottevo.
Stavo studiando. La tv era accesa ma muta. Una proverbiale consuetudine che adottavo quando mettevo la testa sopra i libri e mi davano noia. Ancora ricordo quel tavolo a sfondo verde. Le serrande erano abbassate per non far entrare troppa luce.
Mio padre era in salone. E a un certo punto spalanca la porta. “Gira, gira, che sta succedendo?”. Cambiai canale, anche se nel giro di un baleno non ci fu bisogno di girare, le reti italiane erano lì unificate dall’orrore.
Due aerei si erano conficcati dentro le Torri della Grande Mela.
La gente era lì col naso all’insù che li guardava, li seguiva, erano troppo bassi per volare sopra New York. Il primo aereo si era già conficcato, come l’atleta infila la spada dentro il fodero, dentro la prima torre. Tutt’intorno erano solo fumo urla detriti sangue rumore angoscia. Poi un altro aereo, in diretta tv, prende e si imbuca dentro la seconda di Torre, la sorella, quella gemella.
Dalle Torri si vedevano gli uomini venir giù come biglie. La disperazione. Farla finita.
Poi. Dopo un po’ la prima Torre si sbriciola. Viene giù come un castello di pastafrolla sbriciolandosi al suolo. Dopo un po’ anche la sorella crolla.
E tutto intorno erano caos, macerie, uomini, donne, anziani, bambini. Tutto intorno era la polvere. Da lì l’orologio si è fermato. L’Occidente entra nel mirino del terrorismo islamico. Da lì è cominciato tutto. Anche la nostra sottomissione.
sbetti

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