La Ragione – 4 luglio 2023

TikTok. Toc toc? Ci siete. Sì, fino a qualche settimana fa in effetti c’erano gli studenti che si acquartieravano davanti le scuole nell’attesa di poter entrare. I telefonini tra le mani e quella flemma inconsapevolezza di avere in mano il mondo. Non lo sanno. Non se ne rendono conto. Non sanno come usarlo quello stupido aggeggio che se lo lasci lì rimane fermo, immobile, si scarica e non dice niente.

I ragazzi lo usano troppo e male quel gingillo divenuto un prolungamento del braccio, sono ingenui, ciechi, alcuni un po’ grulli e la colpa è data anche dal sovranismo e nozionismo digitale che si espande e dilaga nelle nostre scuole. Come un fiume in piena che straripa si prende i meandri delle giovani menti in tempesta, le asseconda, le culla, le arena, le frena, le rende flebili, molli, assopite, con gli occhi fuori dalla testa accecati dallo schermo e non dalla bellezza della vita.

E ora, lo smartphone in alcune scuole diventa uno strumento di didattica, uno strumento per insegnare, per apprendere, anzi ancora prima, per verificare di aver appreso.

Ma è un bene? Il mondo viaggia lesto, i ragazzi sono frenetici, inquieti, corrono come culturisti sopra i tappeti mobili. 

Lo smartphone è efficiente, efficace, se babbo e mammà spendono qualche soldo in più, ha anche una buona memoria – cosa che i ragazzi grazie all’aggeggio hanno perso – ha una buona capacità interattiva, di comunicazione, in tempo reale sei in grado di connetterti con l’amico al di là dell’Atlantico o entrare nel portale del Congresso degli Stati Uniti o nel negozio di cosmesi sotto casa che è tanto carino e ti porta i prodotti fino in camera. Ma da qui a fare lezione su TikTok ce ne passa. In una scuola veneta, il preside dell’istituto comprensivo di Lozzo Atestino, provincia di Padova, ha raccontato l’istruzione 4.0 finanzata dal Pnrr. Ci sarà un’aula di video making per creare pillole delle materie scolastiche su TikTok e una sala incisione.

E che dire dell’allarme lanciato da Annalisa Ferrarini, segretaria provinciale Unasca (Unione nazionale autoscuole) Treviso perché i giovani seguono le lezioni di scuola guida, teoria si intende, su TikTok, anzichè all’autoscuola? Per carità non diciamo di rievocare il misoneismo o il paleolitico, ma siamo sicuri che questa sia la strada giusta? Non è che forse si possa pensare di tornare alla carta e alla penna? Sui social è pieno di mental coach che dicono che devi vivere sentendo il corpo, allenando la mente, con solo l’essenziale. Mettiamolo in pratica. L’uomo ha due gambe. Due braccia. Due occhi. Un cuore. Quello che nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituire.

Serenella Bettin


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