La Verità. Mercoledì 7 giugno 2023.
Tra le richieste della galassia del mondo fluido mancava quella di togliere crocefissi, presepi e tutti i simboli di culto.
Così, giusto per dare una nota di colore a questa triste narrazione arcobaleno. Dopo che finalmente il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, ha deciso di togliere il patrocinio per il Pride a Roma, mancava che la comunità Lgbtqia+ – tra poco aggiungeranno anche xyz – chiedesse ai sindaci del Friuli Venezia Giulia di eliminare dagli spazi pubblici tutti i simboli religiosi.
Udite udite signori.
Eliminare dagli spazi pubblici i nostri simboli religiosi.
E quale fastidio potranno mai arrecare i crocefissi, i presepi, al movimento L g b t q i a +, così inclusivo e attento ai diritti e alle libertà di tutti tranne che dei cristiani?
La Verità è giunta in possesso del manifesto del FVG Pride, a dir poco scioccante oltre che profondamente imbarazzante.
Scrive la comunità arcobaleno: “Esigiamo che lo Stato italiano garantisca la laicità dei suoi organi, affinché nessuna confessione religiosa o della funzionaria possano imporre un modello comportamentale, dettare scelte politiche o influenzare scelte giudiziarie che giustifichino pratiche sociali o atti discriminatori”. E poi ancora: “Chiediamo inoltre che gli enti pubblici ribadiscano la propria indipendenza dalle religioni spogliandosi dei simboli di culto, come a esempio i crocefissi nelle scuole”.
Dinanzi a questi diktat, il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, non ci ha più visto. “Nel 2021 – racconta alla Verità – la giunta comunale, unanime, non aveva concesso il patrocinio al Pride FVG. Il Pride si è svolto comunque e ovviamente visto che siamo in democrazia, non è stato assolutamente impedito e il comune ha fornito tutti i servizi di ordine pubblico necessari. Ora il manifesto del Pride Fvg 2023 dedica, da vero e proprio soggetto “partitico”, ampio spazio a un attacco politico contro i governi nazionale e regionale di centrodestra. Inoltre si chiede che vengano rimossi dai luoghi pubblici i simboli religiosi, perciò crocifissi e presepi. Ciò significa che si tratta di una manifestazione politica, di estrema sinistra, anticattolica, di avversione a quel governo che la maggioranza degli italiani ha scelto. Non vedo perché io e la mia giunta dobbiamo addirittura patrocinare idee che assolutamente non condividiamo, tra le quali la pratica del cosiddetto “utero in affitto”! Ecco la ragione del diniego del nostro patrocinio. Anche questa è democrazia”.
Già. Spiegatelo ai colorati che la democrazia non vige solo quando si è come loro.
Serenella Bettin


Scopri di più da Sbetti
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
