
Martedì scorso un bambino di 11 anni di Vodo di Cadore, paesino del Bellunese, è stato lasciato a piedi dall’autista dell’autobus perché sprovvisto del biglietto.
O meglio, il bimbo, il biglietto, lo aveva anche. Solo che possedeva quello da 2 euro e 50, e invece nel Paese delle speculazioni, nel Paese del consumismo sfrenato, nel Paese della vergogna, in occasione dei Giochi Milano-Cortina 2026, il biglietto dei bus introdotto da Dolomiti Bus, è passato da 2.50 euro a 10.
Ora. Prima di entrare nel merito della questione, nel caravanserraglio di internet e nei giornali – in totale svacco e in totale sfregio alle norme deontologiche che dovrebbero sorreggere la professione del giornalista – è stata pubblicata la foto del bambino, il nome, il cognome, con tanto di virgolettati.
Una pratica assolutamente contro la deontologia professionale, che prevede che sempre un minore debba essere tutelato. Soprattutto in questo caso, in quanto il bambino è una vittima. Io stessa – ma evidentemente vige il principio per cui forti con i deboli e cagasotto con i forti – ecco io stessa per aver pubblicato anni fa un virgolettato, uno solo, di un minore, senza nome e senza foto, sono stata sospesa dall’Ordine dei giornalisti del Veneto per nove mesi. Poi il mio avvocato ha fatto un lavorone facendo sì che la pena venisse ridotta da nove mesi a due. L’articolo 7 del Codice deontologico stabilisce, infatti, che “i giornalisti devono tutelare la dignità e la privacy dei minori, evitando di pubblicare notizie o immagini che possano arrecare pregiudizio al loro sviluppo psicofisico o alla loro immagine”. Qui stiamo parlando di un bambino. Un bambino. A 11 anni sei un bambino. Lasciato a casa da un autista svalvolato di un pullman. Che per rientrare a casa ha dovuto percorrere sei chilometri a piedi, mentre stava avanzando il buio. E al gelo. Quando è giunto a destinazione era praticamente in ipotermia. Aveva le labbra viola. Quando ho appreso questa notizia mi sono chiesta che razza di Paese sta diventando il nostro, che ferma i treni se i ministri sono in ritardo – Lollo docet – che scorta i politici con gli uomini incravattati, che elargisce benefit e biglietti a chi non lavora un giorno al mese e pretende anche la settimana corta, e poi lascia a piedi, al gelo, al buio, un bambino perché sprovvisto della maggiorazione del biglietto.
E mi sono chiesta che razza di Paese stia diventando il nostro, che per una manifestazione, quella olimpica appunto, alza i prezzi delle case – avevo fatto un’inchiesta per il Fatto Quotidiano: appartamenti in affitto per 15 giorni a 713 mila euro – e alza addirittura i prezzi delle corse degli autobus, quintuplicandoli. Non solo per i turisti, ma anche per bambini residenti, lavoratori. Il bambino non stava andando a vedere una gara. Non era in gita con la famiglia per vedere gli atleti partecipare alle Olimpiadi. A Olimpiadi non ancora iniziate, stava semplicemente tornando a casa da scuola, con il biglietto che usava sempre. Mi chiedo in che razza di mondo vogliamo crescere se una persona adulta arriva a lasciare a piedi un bimbo di 11 anni perché non paga la maggiorazione del biglietto alzato di prezzo solo per speculazione. Questa storia è agghiacciante. E permettetemi, mi fa anche schifo.
sbetti
Foto Mondo Montagna
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