Quando incontriamo Monica Poli, qui a Venezia, ha il volto tumefatto. Sul lato destro della fronte le è uscito un bernoccolo. In più ha anche un taglio sopra l’occhio. Gli ematomi delle botte prese martedì sera iniziano ad affiorare sul volto. L’indice della mano destra non riesce più a piegarlo. E la bocca continua a bruciare, dopo che le hanno spruzzato lo spray al peperoncino.

Conosciuta in tutto il mondo come Lady PickPocket, da anni, assieme al comitato Cittadini non Distratti, si batte per contrastare lo scempio dei borseggi a Venezia.

Martedì pomeriggio due borseggiatrici l’hanno aggredita. Una l’ha colpita col telefonino e poi le ha spruzzato addosso lo spray. Una aggressione in pieno centro. Alla luce del sole. Un problema quello delle borseggiatrici che in laguna sta diventando sempre più grave, anche perché ora si sono fatte aggressive.  Le forze dell’ordine anche se le fermano, le denunciano, le identificano – e magari a qualcuna danno anche il foglio di via – poi queste di fatto non vengono punite, e tornano di nuovo in città a rubare. L’aggressione a Lady PickPocket infatti è emblematica.

Monica Poli è stata aggredita proprio da due borseggiatrici che erano state fermate domenica scorsa. Chi scrive era presente. Domenica, assieme a Monica, avevamo sorpreso le borseggiatrici a rubare. Erano lì, sul Ponte degli Scalzi, poco più giù della ferrovia, a borseggiare una turista giapponese. Riusciamo a fermarle e a portarle dai carabinieri. I militari dell’arma le trattengono, perché le due sono già note e sono senza documenti, le caricano sull’auto e le portano in caserma per identificarle e denunciarle. Anche Monica era lì presente per verbalizzare. Ma il giorno dopo, rullo di tamburi, le stesse, le becchiamo sul ponte di Rialto a rubare. E anche qui intervengono i carabinieri. Martedì le stesse aggrediscono Monica. 

Questa la mia intervista uscita oggi su Libero

Monica intanto come sta? 

“Eh mi sento tutta indolenzita. Ho l’occhio che mi fa male”.

Moralmente? 

“Moralmente, da una parte queste cose ti rendono ancora di più combattiva, dall’altra mi sento amareggiata”. 

Lei non è la prima volta che viene aggredita giusto?

“No sono già stata aggredita un paio di volte, l’ultima volta, un mese e mezzo fa, da un borseggiatore uomo. A questi non importa nulla”. 

Ci racconti cosa è successo martedì. 

“Era tardo pomeriggio, saranno state le cinque e mezza, io stavo andando a un evento e mi hanno segnalato che c’erano due borseggiatrici sul ponte di Calatrava intente a sfilare i portafogli. Allora le ho viste, le ho riconosciute, ed erano le stesse che due giorni prima avevamo beccato con voi a rubare”. 

E quindi che ha fatto? 

“Ho iniziato la mia azione di disturbo e loro hanno cominciato a urlarmi dietro”. 

E poi? 

“Poi come si vede dal video, una ha tirato fuori lo spray al peperoncino e l’ha passato all’altra e questa me l’ha spruzzato in bocca”. 

In bocca? 

“Sì certo in bocca e mi fa ancora male. Anzi per caso ha una caramella per favore, ho la gola secca, mi brucia tutto”. 

Certo, certo. E poi che ha fatto? 

“Nel frattempo ho chiamato il 112, loro si stavano allontanando e poi quella che mi aveva spruzzato lo spray mi ha aggredito sul collo e me l’ha stretto con tutte e due le mani”. 

Lei si è difesa? 

“Sì certo, ho anche io lo spray. Il telefono in fronte mi creda è un’arma. Non lo auguro a nessuno. E non mollo”. 

Gira con lo spray perché ha paura? 

“Sì. Per difesa. La paura è una cosa che hai dentro ma noi cittadini andiamo avanti perché non molliamo. Anche perché queste fanno piangere centinaia di turisti ogni giorno”. 

Queste erano le stesse che sono state sorprese a rubare il giorno prima e il giorno prima ancora. Giusto?

“Esattamente. Proprio così. È una cosa allucinante. Devono cambiare le leggi, la gente deve star tranquilla. Pensi che, due giorni fa, hanno borseggiato una persona che non sta neanche in piedi. Ma poi perché queste girano con lo spray al peperoncino? Vuol dire che hanno intenzione di aggredire. Perché noi non le abbiamo mai toccate”. 

Ma nei loro confronti, domenica scorsa, è stato preso qualche provvedimento? 

“Credo siano state identificate e segnalate, forse a una hanno dato il foglio di via”. 

Addirittura. E nonostante questo… 

“Ma sì certo. Le forze dell’ordine intervengono. Ci spendono tempo. Fanno il loro lavoro, mettono in atto tutti i mezzi e le forze che hanno a disposizione e poi il giorno dopo queste ce le ritroviamo in giro a rubare ancora. Credo che per le forze dell’ordine sia deludente lavorare così”. 

Quindi inutile. 

“Ma sì. Puoi mettere tutti i poliziotti che vuoi, ma mancano le leggi. Mancano le leggi. In quel codice penale ci sarà una qualche norma per far in modo che queste vengano bloccate. Stanno commettendo un reato. Non può essere che in Italia passi il concetto che rubare sia legale”.

E invece.

“Invece la riforma Cartabia ha legalizzato tutta la microcriminalità perché, ora, se non ci sono le denunce delle persone offese va a decadere tutto. Se ci fosse stata qualche sentenza più severa, forse ora non saremmo in questa situazione. Però non è che possono pagare i turisti e i residenti per questo. E se al posto mio ci fosse stata una persona anziana?”.

Ora com’è qui la situazione a Venezia? 

“Drammatica. Poi nell’ultimo periodo, lo vede, stanno diventando aggressive. Sia donne che uomini”. 

Ci sono anche uomini? 

“Certo. Iniziano alle nove del mattino e finiscono a mezzanotte. Piazzale Roma è zona loro. Completamente nelle loro mani”. 

Voi da quanti anni denunciate queste cose? 

“Ormai sono 30 anni. I borseggi a Venezia sono sempre esistiti. Ma ora la situazione è fuori controllo, e senza leggi non si può intervenire. E aspetti. Ora sono arrivate anche le bambine”. 

Ma i servizi sociali? 

“Abbiamo ladre minorenni che infilano le mani ovunque. Noi ci siamo sempre occupati dello sfruttamento di minori. Queste bambine devono avere una vita migliore e non essere costrette a rubare. Purtroppo il nostro Paese negli ultimi anni  è diventato terra di nessuno. Comandano loro”. 

Serenella Bettin 

Intervista uscita su Libero

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