La casalinga di Voghera

Quando ho cominciato a fare la giornalista mi hanno detto fin da subito che avrei dovuto farmi capire anche dalla casalinga di Voghera. Si dice così nel nostro gergo. Fatalità.
Quale migliore occasione oggi.
Insomma a Voghera martedì scorso è andata in scena una lite. Dove ci è scappato il morto. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, un immigrato irregolare di 39 anni, Youns Boussetai, avrebbe lanciato una bottiglia di birra addosso a Massimo Adriatici, avvocato penalista del Foro di Pavia e assessore della amministrazione a trazione leghista.
Il marocchino, già colpito da due decreti di espulsione, uno a giugno scorso e uno a luglio di quest’anno, avrebbe iniziato a infastidire alcun clienti dinanzi a un bar. L’assessore allora l’avrebbe invitato a smettere, ma il marocchino rispondendo a tali rimproveri gli avrebbe lanciato una bottiglia e lo avrebbe spinto. Lì sarebbe partito il colpo da parte dell’assessore che non si sa bene cosa ci facesse con un’arma in tasca – per carità regolarmente posseduta dicono – ma mi pare che in Italia a nessuno sia consentito girare con armi da fuoco così senza regolare e certificato motivo.
Il marocchino è morto.
Inizialmente il magistrato aveva derubricato il fattaccio come “omicidio volontario”. Poi ricostruendo, ancora solo in parte, la vicenda e raccogliendo alcune deposizioni e ascoltando i testimoni avrebbe cambiato in “eccesso colposo di legittima difesa”.
Sono due cose diverse. Dal punto di vista giuridico. E anche fattuale. Chi ha studi giuridici lo sa.
Allora devo dire che ieri ci ho messo un attimo a farmi strada tra la nebulosa delle notizie che arrivavano e a capire cosa fosse successo.
Addirittura ricordo che in un sito online, uno di quelli orientati verso il politicamente corretto, l’eccesso colposo di legittima difesa era finito nell’ultima riga quasi come non fosse una cosa importante.
Sono andata anche a guardami alcuni post e tweet di personaggi politici, in un mondo dove arrivano prima i tweet che le sentenze dei giudici, e pareva davvero che un uomo fosse sceso in strada armato e all’improvviso si fosse messo a sparare.
Per non parlare di quelli che subito hanno considerato Salvini il colpevole, quasi come fosse lui ad aver premuto il grilletto.
Un tentativo di portare l’informazione a nostra ragione che non fa onore al nostro lavoro.
Molti recriminavano questa cultura dell’odio, questo invito alla violenza, questo ispirare gli italiani a imbracciare le armi, questo “la situazione della maggioranza vogherese a trazione Lega è vergognosa”, aggiungeva Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia; che mi sono chiesta se l’odio in realtà recriminato, non derivi proprio da coloro che l’odio vorrebbero combatterlo.
La questione politica qui è nata, alla faccia di chi va in giro a spifferare che siamo tutti uguali, perché uno è bianco e uno è di colore.
Ma mi ricordo di un altro caso fatalità nel paese dove sono nata in cui la politica alla Boldrini era esplosa facendo breccia sul cuore della gente. Anche lì i tweet e i post su Facebook e quella parte di politicanti che vorrebbero far passare tutti gli italiani per razzisti e che giocano con i morti, anche lì erano arrivati prima dei giudici.
Forse quella stessa parte politica dovrebbe chiedersi se non sia proprio essa stessa a favorire quel clima di odio e violenza che tanto va contestando.
Vi auguro buon pranzo.
Ossequi

#sbetti

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