
Qualche considerazione non richiesta sul Caso Garlasco perché uno all’ennesimo poemetto tragicomico non può più stare zitto.
Il neo avvocato del nuovo indagato Andrea Sempio ha postato dal ristorante un video dove si vedono lui, e gli altri del collegio difensivo di Sempio – tra cui Sempio stesso – intenti a mangiare al fast food delle noccioline, in atteggiamento conviviale e salottiero, il giorno dell’incidente probatorio.
Una scelta di pessimo gusto. Perché puoi andare a mangiare dove vuoi, ma anche se non lo fai sapere all’Italia va bene uguale.
Ma poi di che parliamo?
Stiamo parlando di un processo. Di una ragazza morta: Chiara Poggi. Di un ragazzo, Alberto Stasi, che se fosse innocente si è fatto 10 anni di carcere. E del fatto che stanno facendo le indagini ora, per un omicidio accaduto 18 anni fa, con una persona che intanto continua a rimanere in galera.
E che dire della mossa mediatica di portare Alberto Stasi all’incidente probatorio?
Perché qui funzionano tutti allo stesso modo: se Sempio scorreggia, tutti dietro a Sempio a che ha scorreggiato; se Stasi si allaccia le scarpe, dal modo di allacciarsi le scarpe ne traggono un profilo psicologico. Lombroso docet, ti dicono. Ma andate a cagare.
Cosicché alla fine la notizia di ieri è diventata che Stasi era all’incidente probatorio, ma di cosa sia accaduto veramente all’incidente probatorio nessuno ci ha capito un cazzo. Abile mossa.
Il caso di Garlasco ormai, se non fanno rientrare la doverosità della notizia nei ranghi (Federazione nazionale Stampa e Ordine Giornalisti e Avvocati e mettiamoci pure Psicologi e Medici), sta diventato un gran bel circo mediatico.
Come in una giostra a cavallo dove i bambini salgono e scendono a seconda delle manine che li accompagnano, si stanno alternando sì professionisti ed esperti, come quelli sovramenzionati, ma anche tanti cialtroni, faccendieri molto più interessati a mostrare il proprio faccione o far conoscere la propria opinione, che al destino e al significato svilente che questa terribile storia reca con sé. E a quello che, se innocente ripeto, si è fatto oltre dieci anni di galera.
Non è che gli anni te li ridanno indietro. Non è che premi click e torni a dieci, dodici anni fa. E che dire di quelli che si fingono preoccupati per il destino di Stasi e non ci dormono la notte? Immagino che questi rinuncino al pranzo di Natale per crocefiggersi davanti allo specchio invocando la liberazione di Stasi. Ma per favore. Ma chi volete prendere in giro?
E quelli che chiedono di partecipare alle discussioni, quelli che ti mandano i loro pareri (non richiesti), barattando e ricattando importanti informazioni e poi se non cedi agli scambi e ai ricatti spariscono?
Gente malata di visibilità, dall’ego profondamente disturbato e ipertrofico, che io metterei più in cura loro che qualche altro.
E che dire degli improvvisati detective dei social diventati tutti in un batter baleno i nuovi commissari Montalbano? La gente sembra divertita da questo caso. Si affida ai sondaggi, c’è gente che ci scherza, che ci gioca. È diventato un videogioco. Un grande libro interattivo per bambini dove se fai tutti i quiz, arrivi alla fine a scoprire chi è il colpevole. Come allo stadio ci sono le tifoserie qui divise in innocentiste e colpevoliste, tutte a ballare sopra un cadavere e a contendersi la vita di un ragazzo finito in carcere, ma colpevole o meno merita rispetto. Che dite?
Se nella precedente indagine sono state fatte delle porcherie – e sono state fatte – va bene bisogna parlarne, è giusto che la gente sappia, ma affidare il caso agli algoritmi, alle pagine create ah hoc per condividere l’ennesima fake news, agli svarionati e svalvolati bimbiminkia non mi pare il caso.
La verità è che Garlasco fa audience. Perché la casalinga di Voghera che la sera non ha niente da fare e rischia di prendere sonno sul divano, si trastulla a sentire quattro bercianti che si scannano tra di loro e fanno sfoggio di sè. Ogni volta spunta un avvocato o un consulente nuovo. Quanta gente ci mangia su Garlasco? Ci sono cani e porci che commentano il caso. Per non parlare quelli che vivono di slogan, incapaci di scrivere perfino un telegramma, di esprimersi in un italiano corretto, che fanno leva sull’ ignoranza ignota delle persone.
Perché è chiaro che la gente si beve quello che gli dai da bere e si mangia quello che gli dai da mangiare.
Il caso Garlasco è diventato un grande stendardo per dire sì al referendum sulla separazione delle carriere che con dna e indagini fatte ad cazzum non c’entrano una beata minchia.
Il tutto mentre un ragazzo è in galera da oltre dieci anni. C’è un nuovo indagato.
E una ragazza che non c’è più.
Non dite che forse è troppo?
#sbetti
In riferimento a questo.
Qui sotto trovate la mia intervista sul Times. Mi ha chiamato Tom Kington, per commentare il caso Garlasco. Qui le mie parole. Ho detto che sta diventando un circo mediatico. E che rabbrividisco al pensiero che dinanzi a questo circo, ci possa essere un innocente in carcere. Come rabbrividisco al pensiero che dinanzi a questo circo ci sia una ragazza morta a cui più volte è stato mancato di rispetto. Oltre al fatto che ora, ho detto al giornalista, questo caso sta diventando una bandiera per giustificare il sì al prossimo referendum.

Qui il link al pezzo
👉 https://www.thetimes.com/world/europe/article/murder-chiara-poggi-italy-news-99xbsngf5
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